E Paolini tratta con gli imprenditori locali

Il sindaco incontra i tifosi e annuncia: due cordate potrebbero riportare serietà al calcio cittadino
LANCIANO. Due cordate di imprenditori locali per rilanciare il calcio a Lanciano. Sono le ipotesi a cui lavora l’amministrazione del sindaco Filippo Paolini per ridare speranza a una città rimasta “orfana” di una squadra. Il Lanciano calcio 1920 del presidente Max Pincione – con cui i tifosi, tra l’altro, non hanno mai avuto feeling – gioca e si allena fuori città, nelle strutture di Scerni e San Vito Chietino (e sembra non abbia intenzione di rientrare a Lanciano, almeno in base alle recenti dichiarazioni del direttore generale Paolo Iapaolo durante una trasmissione sportiva locale).
Nei giorni scorsi, il gruppo organizzato di tifosi Anxa Rebel ha incontrato in municipio Paolini e il vice sindaco e assessore allo Sport Danilo Ranieri per consegnare loro le 200 firme raccolte proprio allo scopo di «non far rientrare l’attuale società del Lanciano Calcio negli impianti sportivi della città». «È una richiesta che non possiamo realizzare», precisa il sindaco, «non possiamo vietare ad alcuna società che lo richieda l’utilizzo, dietro pagamento, di un impianto sportivo comunale. L’altra cosa che i tifosi chiedono al sindaco è la possibilità di incontrare imprenditori affinché il calcio a Lanciano riprenda. E su questo ho detto loro che mi sarei impegnato».
Sarebbero due le ipotesi alle quali il primo cittadino starebbe pensando per tentare l’impresa di riportare il calcio lancianese a più alti livelli: «Due piccole cordate di imprenditori abruzzesi, perché cercare solo a Lanciano la vedo complicata, che potrebbero riportare, innanzitutto, serietà al calcio cittadino», conferma Paolini, «sono un paio le ipotesi nell’aria e alle quali sto lavorando insieme a qualche amico», dice il sindaco senza sbottonarsi ulteriormente.
L’impresa è senza dubbio ardua. «Bisogna rimanere con i piedi per terra», avverte il primo cittadino, «il calcio è diventato un mondo complicato, anche se fai i campionati di Eccellenza o Promozione ci vogliono i soldi. Con i costi che ha il calcio e con quelli che le aziende devono sostenere tra luce, gas e quant’altro, oggi prima di fare un passo un imprenditore oculato valuta molto attentamente ogni mossa. La serie B resta un ricordo lontano, oggi l’obiettivo deve essere riportare la gente, i ragazzi, allo stadio Biondi. Questo ci interessa». (s.so.)

