E per l’agricoltura è emergenza maltempo

L’allarme dei produttori: «Danni pesanti, una batosta». Il 2017 inizia male a causa dei danni della neve
LANCIANO. Per l’agricoltura si è chiuso un anno non roseo e il 2017 nasce, a causa dell’ondata di maltempo in Abruzzo, a tinte fosche. Le associazioni dei produttori agricoli lanciano l’allarme e chiedono attenzione. A essere quasi completamente compromesse, a causa prima della neve e ora dalle piogge è l’orticoltura invernale, soprattutto nella Val di Sangro: finocchi, cime di rape, biete, cavolfiori, verze. I campi sono allagati e ciò provoca o un’asfissia delle piante sia in raccolta sia in produzione. Altro problema riguarda l’olivicoltura, settore che già nel 2016 era stato quello con maggiori perdite, perché, a causa delle abbondanti nevicate molte piante, nella zona del Chietino, si sono spaccate subendo dei danni irreparabili. Anche la viticoltura non se la passa meglio perché diversi vigneti nella zona di Ortona, Arielli e Poggio Fiorito, aree particolarmente vocate alla produzione di uva, hanno subito danni dovuti ai crolli per il carico della neve. Il florivivaismo, nell'area frentana e teatina, è in difficoltà, per i danni subiti dalle serre, per la difficoltà ad approvvigionarsi del gasolio extra per riscaldarle. Nell’Alto Sangro i problemi riguardano invece le aziende zootecniche che, a causa dell’interruzione di energia elettrica e di neve alta, hanno difficoltà nelle fasi di approvvigionamento dei fieni e delle mungitura. Condizioni già critiche alle quali si devono sommare le ulteriori perdite commerciali dovute alle difficoltà di consegna del latte e dei derivati. «Sono danni importanti, siamo stati letteralmente bastonati» sostiene, senza giri di parole, Nicola Sichetti, presidente Chieti-Pescara della Confederazione italiana agricoltori. Uno dei primi indici dei danni all’agricoltura a causa del maltempo è il rincaro dei prodotti orticoli e il maggior costo, spesso, non va nelle tasche degli agricoltori ma d’intermediari. Allerta anche sull'origine di quanto messo in vendita in situazioni critiche come queste, con mancanza di approvvigionamenti, il rischio che sia spacciato come italiano un prodotto straniero è dietro l'angolo. Questo maltempo è «l’ennesima batosta per le aziende agricole», dice Coldiretti Abruzzo, «che, insieme all’anno appena concluso, sicuramente è preoccupante. A ora, visto il moltiplicarsi degli eventi calamitosi, non è possibile fare la conta dei danni, ma sicuramente la stima è veramente drammatica. Nei prossimi giorni sarà possibile avere un quadro più preciso». S’ipotizza in queste ore anche la richiesta di stato di calamità naturale che però, potrebbe anche non produrre benefici agli agricoltori perché per beneficiare di aiuti, bisogna che il danno prodotto e certificato deve essere almeno del 50% del fatturato dell'azienda. «L'annata agricola», conclude Sichetti, «parte male perché molte aziende devono accollarsi dei danni che non avevano preventivato».
Matteo Del Nobile

