E si aggrava anche la posizione di Capocasa, ex direttrice della Asl

27 Aprile 2021

CHIETI. Spunta una nuova accusa anche nei confronti di Giulietta Capocasa, all’epoca dei fatti direttrice amministrativa della Asl Lanciano Vasto Chieti, sospesa per un anno dal giudice. Nell’avviso...

CHIETI. Spunta una nuova accusa anche nei confronti di Giulietta Capocasa, all’epoca dei fatti direttrice amministrativa della Asl Lanciano Vasto Chieti, sospesa per un anno dal giudice. Nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, infatti, alla contestazione di abuso d’ufficio per l’acquisto di un cuore artificiale senza gara d’appalto si aggiunge quella di «turbata libertà del procedimento di scelta del contraente», in concorso con il primario Gabriele Di Giammarco e il medico Daniele Marinelli.
I tre, secondo il pm Giancarlo Ciani, «a seguito dell’emanazione della delibera del direttore generale della Asl a mezzo della quale, tra l’altro, venivano individuati i collegi tecnici incaricati di redigere i capitolati speciali di appalto anche per Cardiochirurgia, turbavano il regolare svolgimento del procedimento amministrativo volto a individuare il contraente». Più nello specifico, sostiene sempre l’accusa, Di Giammarco «operava pressioni su una perfusionista, membro del collegio tecnico di gara, al fine di precluderle l’esercizio dei suoi compiti nella scelta dei criteri per l’individuazione dei materiali da inserire nel bando».
Non solo: Di Giammarco, «in accordo con Marinelli e Capocasa, pianificava azioni volte a ritardare le attività del collegio tecnico dapprima attraverso “diserzioni” dalle riunioni di Marinelli, e poi attraverso le dimissioni dello stesso Marinelli da componente del collegio, al fine di procrastinare la predisposizione del bando, per assicurare alla ditte Mosca srl e Pellecchia srl la continuità della fornitura fuori bando di materiali».
Anche il dirigente della Asl Andrea Tisselli deve rispondere di falso ideologico e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente: insieme a Di Giammarco, è accusato di aver favorito le aziende degli imprenditori Mosca e Pellecchia, «incaricate direttamente», scrive il pm, «senza che si desse corso a una verifica di altri operatori economici da consultare, nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e rotazione». (g.let.)
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