Ecco il dente da latte più antico d’Italia
Il Museo delle Scienze dell’Ateneo collabora alla ricostruzione del reperto di 650mila anni fa
CHIETI. Un dente da latte, trovato un paio di mesi fa nell’area di scavo della Pineta di Isernia, dove c’è un vasto giacimento paleolitico, dai ricercatori dell’Università di Ferrara guidati dal professor Carlo Peretto, ha aperto la strada a nuovi studi sulla fase preistorica e sulla presenza dell’uomo. Infatti quel minuscolo reperto umano, di appena sette millimetri, vecchio di 650 mila anni, è il primo resto umano trovato in Italia dell’Homo heidelbergensis, antenato dell’uomo di Neanderthal. Si capisce perciò l’entusiasmo del professor Peretto e dei suoi collaboratori, che però si sono trovati in difficoltà nel momento in cui dovevano trovare modo di mostrare a tutti il reperto.
«Troppo delicato per esporlo», ci spiega il professor Luigi Capasso, direttore del Museo delle Scienze della d’Annunzio, «e destinato quindi a rimanere ben chiuso in qualche speciale cassaforte». A risolvere la non facile situazione è stato proprio il museo teatino, con la preziosa collaborazione del dipartimento di Odontoiatria dell’ateneo teatino. «Visto che era impossibile fare un calco», spiega ancora Capasso, «si è proceduto, partendo da una foto e attraverso procedure sofisticate, a ricostruire il dente da latte. Protagonista di questa delicata fase finale è stato Enrico Di Biase, odontoiatra, della nostra università, che ha realizzato una protesi in ceramica. Sarà questo non facile lavoro, prodotto da una tecnica sofisticata e all’avanguardia che sviluppiamo nei nostri laboratori, ad essere esposto nel museo paleolitico di Isernia. Nei giorni scorsi c’è stata la consegna del nostro lavoro, nel quadro di una collaborazione da tempo attiva tra l’Università di Ferrara e il Museo. Ovviamente il dente dell’uomo più antico d’Italia, o meglio la ricostruzione di quel dente, avrà posto anche nel nostro museo dove verrà esposto e fatto conoscere ai nostri visitatori».
Insomma un bell’esempio di collaborazione in nome della scienza, che mostra anche la validità e la credibilità del Museo delle Scienze non nuovo a operazioni di alta specializzazione, sotto la guida di un personaggio come il professor Capasso che ha portato il museo delle Scienze di Chieti ad essere uno dei muasei naturalistici più importanti del Paese. (g.d.tiz.)

