«Ecco il nostro aiuto in Bangladesh»

16 Dicembre 2014

L’esperienza di una equipe di sanitari raccontata alla cittá

VASTO. Ogni anno trascorrono cinque settimane nel Bangladesh per migliorare la qualità della vita a bambini affetti da gravi malformazioni genetiche o altre patologie invalidanti che ne impediscono una normale vita di relazione. L’esperienza di un pediatra-ecografista, un’infermiera, un’anestesista e un chirurgo pediatrico è stata al centro di una conferenza organizzata nell’auditorium dell’Agenzia di promozione culturale di via Michetti, da Elena Vescovi, medico che da anni coinvolge la cittadinanza nella raccolta di fondi a supporto della Onlus. L’equipe di specialisti ha illustrato con l’ausilio di immagini spesso “forti”, il lavoro svolto in Bangladesh, uno stato poverissimo, dove fame, miseria e analfabetismo fanno la parte del leone. La mortalità da quelle parti è altissima e i volontari dell’associazione “Operare per” ce la mettono tutta per contribuire a migliorare lo stato di salute dei bambini con gravi malformazioni genetiche. Chi sabato scorso ha dedicato due ore del proprio tempo libero, magari sottratto allo shopping, per ascoltare gli interventi di Antonio Scarpa (pediatra-ecografista), Simona Fontechiari (infermiera, coordinatrice della Onlus e delle missioni), Sergio Vescovi (anestesista) e Alberto Attilio Scarpa (chirurgo pediatrico), ha potuto rendersi conto di quanto sia drammatica la condizione dell’infanzia in quello stato asiatico. E di quanto sia importante il lavoro dei volontari.

«In Bangladesh non c’è il Cup per le prenotazioni», hanno sottolineato i volontari, «c’e un medico ogni diecimila abitanti e un posto letto ogni 3.500 abitanti. Gli interventi finora realizzati sono stati 2.300 al costo di 280 ciascuno».

Nel corso della manifestazione sono stati raccolti fondi per sostenere il lavoro della Onlus nata nel 1991 per volontà di Carmine Del Rossi, primario di Chirurgia pediatrica a Parma. (a.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA