Ecco il piano per la piscina: «Così si possono fare utili»

16 Novembre 2017

Dal 2015 a oggi fallito l’obiettivo di 120mila euro di ricavi, ma ora la Teateservizi cerca una società sportiva per dare una svolta ai conti e salvare i 34 atleti agonisti

CHIETI. «Riduzione dei costi per il personale», istruttori di nuoto e bagnini; «verifica diretta di costi e ricavi» fino all’ultimo euro; un piano di rilancio per sfruttare una palestra di 250 metri quadrati e un centro benessere che sono chiusi da oltre un anno. Sono questi i retroscena dell’operazione Stadio del Nuoto. Dopo i primi due anni di gestione della piscina comunale alla Teateservizi, l’obiettivo di centrare 120 mila euro di utili appare lontano. Ma ora il Comune ha prorogato la gestione alla partecipata comunale dal 1° dicembre fino al 31 agosto 2018: 9 mesi in cui il nuovo amministrazione unico della Teateservizi Carlo Festa cercherà di dare una svolta ai conti. C’è un piano che è stato sottoposto alla giunta Di Primio: «Si ritiene che nei prossimi mesi la Teateservizi possa conseguire miglioramenti nella gestione mediante una riduzione dei costi del personale e una verifica diretta dei costi e dei ricavi». Il primo passo è la ricerca di un’associazione sportiva interessata a fornire alla Teateservizi «servizi e supporto alle attività tecnico-didattiche e sportive»: la Teateservizi ha dato il via libera a un bando lampo che si chiuderà in 4 giorni (scadenza 20 novembre alle ore 12). L’obiettivo è trovare un «partner» nella gestione della piscina. Per dare ai 34 nuotatori agonisti la possibilità di gareggiare sotto l’egida di una società sportiva e, soprattutto, per abbattere i costi di gestione dell’impianto: la Teateservizi ha messo sul piatto 120 mila euro per il periodo tra il 1° dicembre e il 30 giugno 2018. Sono precisi e stringenti i requisiti richiesti alle associazioni per partecipare alla gara: aver gestito una piscina per «almeno» 10 anni negli ultimi 15; essere affiliato alla Fin (Federazione italiana nuoto) per 10 anni; aver conseguito risultati natatori «a livello nazionale e internazionale»; referenze bancarie «comprovate con idonee dichiarazioni di almeno due istituti» o «fatturato globale di impresa riferito agli ultimi tre esercizi non inferiore a 900 mila euro».
Sulla piscina interviene Giustino Zulli, esponente di Art.1 Mdp: «I dirigenti della Teateservizi, che non deve essere più usata per dare contentini ai fedeli di turno trombati alle elezioni amministrative, dovrebbero proporre convenzioni per l’ingresso a costi accessibili a sindacati e ordini professionali. Fissando la quota di iscrizione a 50 euro e l’abbonamento per l’intera stagione a 100, l’obiettivo del pareggio del bilancio prima e dei profitti poi sarebbe facilmente raggiunto. Si dovrebbe puntare ad arrivare ad almeno altri mille soci», dice Zulli, «oltre al beneficio diretto per le casse comunali ce ne sarebbe uno per la collettività perché lo sport è salute».