Ecco l’agricoltura familiare tra sementi, orto e pagliai

18 Maggio 2014

LANCIANO. Una giornata all’insegna della riscoperta e salvaguardia dei prodotti locali, del contatto con la natura, dell’agricoltura sostenibile di piccola scala e di una dieta bilanciata e sana...

LANCIANO. Una giornata all’insegna della riscoperta e salvaguardia dei prodotti locali, del contatto con la natura, dell’agricoltura sostenibile di piccola scala e di una dieta bilanciata e sana grazie anche alla cultura del cibo buono, pulito e giusto. Si è celebrato anche a Lanciano lo “Slow Food day”, giornata dedicata all’agricoltura familiare, tema a cui la Fao ha intitolato il suo anno internazionale.

La condotta Slow Food Lanciano si è unita così alle 300 piazze di tutta Italia scegliendo l’agriturismo Caniloro come esempio di piccola e preziosa azienda famigliare dedita alla coltura e alla cultura dei cibi sani, naturali e prodotti con la sapienza di una volta e a basso impatto ambientale. La giornata si è suddivisa in diversi momenti formativi volti alla conoscenza e alla riscoperta delle colture e delle abitudini contadine di una volta. A fare da Cicerone, uno dei proprietari dell'agriturismo, Berardino Abbonizio, vero e proprio “intellettuale della terra” come direbbe Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. Abbonizio ha illustrato le colture di stagione, sementi, grano di solina, stalla, erbe spontanee, semenzaio, orto e bio architetture rurali come il pagliaio realizzato con materiali sostenibili. La giornata è stata intercalata da momenti mangerecci con la “stozza”, spuntino dei contadini a lavoro nei campi a base di pane, olio, vino, salumi e formaggi e la “rembrenna”, colazione con pizza scima e frittate contadine. Con la farina di solina appena macinata è stato realizzato un piatto tipico locale: le sagne a pezzi.

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