Ecco la corsa sulla Maiella È sfida sui 2mila metri

Domani la gara di 27,5 chilometri dei quali 20 sulle principali vette montane In gara 80 atleti: ci sarà da soffrire anche perché non ci sono punti-ristoro
RAPINO. Sì, diciamola tutta: tanto normali non sono. Sicuramente non lo sono per il dislivello che devono affrontare: 1.750 metri, con tratti consistenti di salita e discesa. Poi per il tragitto complessivo: 27,5 chilometri. E anche perché di quel percorso almeno 20 chilometri si stagliano sui 2mila metri di altitudine. Infine, perché chi vince più o meno impiega circa 3 ore per portare a termine il tragitto, ossia la metà del tempo massimo per non essere squalificati, il che è un’autentica impresa. Il tutto su un percorso che attraversa i territori di sei comuni e di due province nel rispetto di flora e fauna.
È nel cuore del Parco nazionale della Maiella che domani si disputa la quarta edizione della Monte Amaro Running Cup, corsa amatoriale sia maschile e sia femminile in pieno ambiente montano. Il tragitto si snoda da Fonte Tettone (1.650 metri sul livello del mare) per passare a Cima Maielletta (1.995), tratto con una pendenza media del 28%, si raggiunge il Blockuaus (2.140), Monte Cavallo (2.171), si sale per il rifugio Fusco (2.455) dove gli atleti affrontano la pendenza massima del percorso con circa 400 metri con inclinazione del 39%, poi Monte Focalone (2.676 metri di altitudine, 24% di pendenza) fino ad arrivare alla cima di Monte Amaro (2.793 metri), quindi il giro di boa e il ritorno a Fonte Tettone. Il tutto seguendo i sentieri di chi pratica il trekking. Ci sarà da soffrire, ci sarà da usare la testa prima che le gambe, essere veramente preparati ed avere magari la buona sorte di trovarsi nella giornata di grazia per giungere al traguardo e puntare alla medaglia.
Fino a ieri sera erano una ottantina i supereroi iscritti alla gara. Quello che abita più lontano è italiano ma arriva dalla Germania. Si parte alle 8,30 mentre il cosiddetto “cancello” che serve a registrare la presenza in corsa degli atleti registrati alla partenza, c’è due ore dopo, sul Focalone. È una gara di autosufficienza alimentare perché non ci sono punti di ristoro durante il tragitto ma ognuno mangia ciò che porta con sé dentro uno scarno zainetto. Ai podisti viene offerta soltanto acqua. Il rinfresco è roba da traguardo. Durante la corsa sarà sempre presente la squadra del Soccorso alpino e speleologico del Cai. Gli organizzatori già oggi saranno sui sentieri della corsa per preparare al meglio il percorso.
«È una gara dove si corre in pace con sé stessi», spiega Andrea Dal Pozzo, di Guardiagrele, creatore della manifestazione che si avvale dell’aiuto di Angelo Marrone (Majella's Way), «una corsa lunga, emozionante, non per tutti i runners, ma anche chi non ce l’ha fatta ha definito stupendo il percorso». Il resto lo faranno i runner: gambe, cuore, cervello e tanto amore per la natura incontaminata
©RIPRODUZIONE RISERVATA

