Ecco la settimana decisiva per gli accordi

16 Giugno 2020

Corsa a sindaco, entrano in fase cruciale le trattative di partiti e liste civiche: via alle riunioni tra mediazioni e scontri

CHIETI. Il primo incontro c’è stato già: Bruno Di Iorio e Paolo De Cesare si sono visti e hanno parlato della possibilità di fare fronte comune contro il centrodestra di Fabrizio Di Stefano e il centrosinistra ancora alle prese con la scelta di un candidato. La trattativa è aperta e, quando mancano 4 mesi alle elezioni comunali in programma probabilmente il prossimo 20 aprile, potrebbe evolversi nel giro di pochi giorni. Il dialogo è avviato ma l’accordo tra Di Iorio, medico ed ex presidente onorario del Chieti, e De Cesare, imprenditore e componente del cda del Teatro Marrucino, presuppone che uno dei due faccia un passo indietro e non corra più da sindaco. Allo stato, l’ipotesi più probabile è che sia De Cesare, visti i suoi 28 anni, a ritirare la candidatura presentata tre mesi fa e a convergere verso l’asse Forza Italia-Italia Viva (Mauro Febbo-Alessandro Marzoli): De Cesare porterebbe in dote le sue liste civiche, Chieti c’è con Antonello D’Aloisio, Chi ama Chieti (nata da un’associazione culturale), Azione Politica di Luca Maccione, Avanti Chieti con Emanuele La Plebe e La Teatinità di Giustino Angeloni. Le 5 liste annunciate da De Cesare si aggiungerebbero a quelle di Forza Italia e Italia Viva in versione Forza Chieti e Chieti Viva e a un’altra organizzata da Di Iorio in prima persona: siamo a 8, ma l’obiettivo sarebbe arrivare a 9 o 10 liste. È possibile? Il renziano Marzoli è al lavoro con l’ala del Pd che preme per il «cambiamento rispetto al passato» e non vuole puntare su Luigi Febo, già candidato sconfitto nel 2015: a Luca Caratelli, segretario del circolo Pd di Chieti centro, non dispiacerebbe appoggiare Di Iorio inteso come rappresentante civico e non esponente del centrodestra. Una coalizione senza confini: un patto del genere sarebbe ben visto anche dai 4 consiglieri comunali in carica di Forza Italia, il capogruppo Marco D’Ingiullo, Maura Micomonaco, Emiliano Vitale e Maurizio Costa. I consiglieri, ormai, si sentono autonomi rispetto alla linea nazionale del partito che prevede l’unione con la Lega e Fratelli d’Italia.
L’accordo tra Di Iorio e De Cesare, oltre che sui programmi, ruota intorno ai ruoli da ricoprire nella prossima amministrazione: se De Cesare lasciasse campo libero a Di Iorio, in caso di vittoria elettorale potrebbe ottenere l’incarico di vicesindaco e un pacchetto di deleghe di peso.