Ecco medici e infermieri che curano i malati a casa

Da oggi terapie a domicilio per i pazienti Covid che non hanno bisogno del ricovero Già inaugurata la sede di Orsogna: l’organico è di 15 dottori, ma verrà potenziato
CHIETI. Parte oggi il lavoro delle unità speciali di continuità assistenziale (Usca) della Asl Lanciano Vasto Chieti: medici e infermieri cureranno a domicilio i pazienti affetti da coronavirus che non hanno bisogno di essere ricoverati in ospedale. La sede di Orsogna, alla presenza del sindaco Ernesto Salerni, è stata inaugurata sabato nei locali del distretto sanitario diretto da Rosa Borgia. Sono state individuate altre due sedi: per l’area di Lanciano l’ex guardia medica a San Vito Chietino e per Vasto la medicina turistica a San Salvo Marina. L’organico iniziale è di quindici medici di continuità assistenziale, destinato a essere incrementato, con l’affiancamento di professionisti infermieri. Subito dopo partiranno anche le altre quattro Usca con sede a Chieti, Francavilla al Mare, Atessa e Gissi. Il servizio sarà garantito tutti i giorni, dalle ore 8 alle 20.
Le Usca si integrano nella nuova strategia contenuta nel protocollo voluto dal dg della Asl, Thomas Schael, per il trattamento dei pazienti Covid e approvato dall'Unità di crisi, sperimentazione che sarà avviata fra qualche giorno, quando arriveranno i 500 saturimetri acquistati.
Ogni assistito sarà dotato di un saturimetro, sempre a domicilio verrà avviato il trattamento farmacologico, finora praticato solo in ospedale, dato dalla combinazione tra idrossiclorochina, terapia antiretrovirale e azitromicina. La terapia durerà massimo 14 giorni, il monitoraggio avverrà due volte al giorno da parte di un medico del Servizio igiene e sanità pubblica della Asl attraverso il sistema telefonico di sorveglianza domiciliare, una rivalutazione complessiva ci sarà dopo i primi sette giorni di terapia, aggiungendo un elettrocardiogramma e un'ecografia polmonare eseguita con sistema wireless e immagini trasmesse in diretta alla Diagnostica ecografica dell'ospedale di Chieti. Se emergerà una completa risoluzione clinica e l'ecografia non rivelerà addensamenti polmonari, il paziente sarà considerato guarito e il ciclo terapeutico completato. In caso di condizioni stabili, o di miglioramento, ma non di guarigione, sarà consegnato il kit di farmaci per altri 7 giorni di terapia. In caso di peggioramento il paziente sarà inviato al Pronto soccorso per approfondimenti diagnostici e l'eventuale ricovero. «Gli interventi delle Usca», ha spiegato Francesco Cipollone, responsabile dei reparti Covid, «consentiranno di abbattere del 30% l'aggravamento del paziente: ad oggi è troppo lungo il lasso di tempo che intercorre tra l'esordio della malattia ed il ricovero che spesso avviene quando il malato è ormai in difficoltà respiratoria grave». (g.let.)

