Ecografie, liste bloccate per cinque mesi

Lo sfogo di un pensionato malato di tumore: la Radiologia accetterà prenotazioni solo da giugno
CHIETI. Cinque mesi di attesa non per sottoporsi all’esame ecografico all’addome, ma per sapere quanto tempo ancora dovrà attendere prima di poter essere incluso nella lista di attesa. «Quando questa mattina (ieri per chi legge) ho chiamato il Cup del policlinico l'impiegata mi ha detto che le liste erano complete fino al 16 giugno 2015» racconta F.C., 63 anni, ex dipendente della Asl teatina in pensione «e alla richiesta di un appuntamento successivo a quella data mi è stato risposto che al momento non era possibile perché le prenotazioni sono bloccate». Il pensionato che qualche anno fa è stato operato per un tumore al colon, dovrà attendere che i radiologi riaprano l’agenda. «E tra 5 mesi» si chiede il paziente «cosa accadrà? Quanto tempo dovrò ancora aspettare per ottenere una prenotazione?».
Una risposta sanitaria inadeguata per un paziente che da anni sta combattendo la sua battaglia conto il cancro. «Per malati come me» riprende l'ex infermiere «l’Azienda sanitaria locale dovrebbe creare corsie preferenziali. I controlli sono importanti». F.C. se la prende con la direzione della Asl che «da una parte sollecita i cittadini alla prevenzione con screening di di massa e poi, quando il risultato purtroppo è positivo ti costringe, dopo l’intervento, a delle attese snervanti e incomprensibili».
La Radiologia di Colle dell'Ara funziona dalle 8 alle 14 e dalle 14 alle 20. Ma secondo quanto raccontato dal paziente oncologico solo al mattino verrebbe effettuato un consistente numero di esami. «Dalle 14 alle 20, invece, non si capisce bene perché, anche se il numero dei medici a disposizione nel reparto è sempre lo stesso, le visite non superano i due o tre pazienti. E un mistero che non riesco a spiegarmi. E chiaro che poi con ritmi così lenti le liste di attesa si accumulano all'infinito creando gravi disagi psicologici per chi vive sempre sulla lama del rasoio con la paura che quel male torni». F.C. si pone anche un'altra domanda. Per quale motivo le strutture private riescono ad assicurare esami nel giro di pochi giorni e l'ospedale no? «Per quelli convenzionati i costi dei ticket sono i medesimi» aggiunge il pensionato «per una Tac ad una clinica privata mia moglie ha pagato sui 45 euro, la stessa somma che avrebbe sborsato al policlinico. La differenza è che avrebbe dovuto attendere mesi per la struttura pubblica, mentre dal privato ha risolto il problema in meno di una settimana». Insomma per F.C. il personale per camminare più veloci nella Radiologia c'è, ma è la macchina organizzativa che funziona male. L'appello del paziente oncologico è rivolto al direttore generale Francesco Zavattaro: «Va bene la prevenzione, ma quando poi scopri di essere malato inizia il calvario. Perché allora non fare lavorare a pieno regime le macchine della Radi9logia anche dalle 14 alle 20?». (y.f.)

