EcoLan, i sindaci soci dicono sì al Ranieri-bis

L’assemblea conferma all’unanimità il Cda uscente e approva il bilancio in utile Fuori dal coro solo Castel Frentano, mentre Ortona rischia di far rinviare il voto
LANCIANO. Il consiglio di amministrazione uscente della EcoLan incassa a pieni voti la fiducia dei sindaci soci e viene riconfermato all’unanimità dei presenti. È la seconda vittoria della nuova era EcoLan (la prima tre anni fa era stata l’elezione del presidente Massimo Ranieri, geologo, un tecnico quindi e non un politico), voluta fortemente dal centrosinistra, ma acclamata anche dalla maggioranza dei sindaci di centrodestra. La riconferma del Cda e del presidente Ranieri è stata salutata dall’applauso di tutti i sindaci presenti, un successo se si pensa a tre anni fa quando, durante l’assemblea per sfiduciare il Cda presieduto da Gianpanfilo Tartaglia, si era sfiorata la rissa ed erano intervenuti perfino i carabinieri. Il clima, nonostante le polemiche della vigilia sulle assunzioni sollevate dal parlamentare di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, è disteso. Anche il bilancio, con un utile di 140mila euro, viene votato all’unanimità con la sola astensione del Comune di Castel Frentano.
L’ASSEMBLEA. A richiedere il deferimento e il rinvio dell’assemblea dei sindaci è Roberto Crognale, rappresentante del Comune castellino. «Troppo stretti i tempi di convocazione», spiega, «materialmente non siamo stati in grado di poter convocare il consiglio comunale». A rispondergli è il sindaco di Lama dei Peligni, Antonino Amorosi: «Per la prima volta nella storia della EcoLan noi sindaci approviamo il bilancio anche con la delega del consiglio comunale», replica, «e questo è uno dei primi casi in Abruzzo e forse in Italia in cui è stato attivato il controllo analogo». Anche il presidente del comitato ristretto dei sindaci, Fabrizio Montepara (Orsogna), di area centrodestra, fa una dichiarazione: «Su argomenti come acqua e rifiuti non esistono colori politici. Va fatta la scelta nel bene dei cittadini e EcoLan è una società che ha operato e sta operando bene». L’assemblea all’unanimità (tranne che per il voto contrario di Castel Frentano) decide di proseguire la seduta.
IL RINNOVO DEL CDA. Il voto del rinnovo del Cda uscente è preceduto da qualche tentennamento. Uno dei componenti, Nicolangelo Madonna, responsabile finanze e rifiuti per il Comune di Lama dei Peligni, dichiarato la sua indisponibilità a proseguire nell’incarico (che non prevede compensi). Fa seguito alla sua dichiarazione anche quella del rappresentante del Comune di Ortona, Tommaso Coletti, che chiede di sostituire con un altro nome, avallato dal suo consiglio comunale, quello di Donatella Memmo, all’epoca dell’elezione responsabile del settore ambiente, ma che attualmente non si occupa più di rifiuti. Di qui l’imbarazzo dell’assemblea, posta davanti a un bivio: votare a scatola chiusa i nuovi membri del Cda oltre al presidente Ranieri o rinviare il voto? A dirimere le crescenti polemiche, soprattutto da parte di un offeso Coletti, è la stessa assemblea che, dopo la dichiarazione del consigliere Madonna di attendere un altro mese prima di rassegnare le dimissioni, decide di votare in blocco la riconferma del Cda uscente. «L’epilogo burrascoso con cui si è conclusa l’assemblea dimostra che avevo ragione», commenta Di Stefano in una nota, «è molto grave che Ortona, il secondo Comune più importante del consorzio, sia uscito sbattendo la porta, non per un contrasto politico ma per un mancato accordo di poltrone». «Sul mio operato non rispondo alle polemiche», taglia corto Ranieri, «ma ai 53 sindaci soci».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

