Ed è scontro sui 60 milioni del Pnrr

L’opposizione attacca: «Fondi persi, sono progetti che non vedranno la luce»
CHIETI . Non è pubblicità: il maxi manifesto affisso vicino alla villa comunale scatena la polemica. A firma del Pd si legge «60 milioni non di debiti ma di fondi reperiti dalla giunta Ferrara per opere pubbliche ed interventi sul territorio». E l’opposizione si scatena. «Si vantano di aver intercettato 60 milioni di fondi con il Pnrr. Dicessero, però, anche quanti finanziamenti hanno perso», attacca la consigliera di Azione Politica, Serena Pompilio, «mi riferisco ai 170mila euro che da due anni perdono per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e del territorio comunale che potevano essere utilizzati, ad esempio, per le scuole. I fondi del Pnrr arriveranno nella misura stabilita dal governo che prevede tagli: l’amministrazione Ferrara fa in tasca i 60 milioni senza avere riscontro con la realtà delle somme erogate». Nei 60 milioni sono compresi diversi cantieri che cambieranno il volto della città.
«Scrivessero a che punto sono i lavori», dice il capogruppo della Lega, Mario Colantonio, «hanno fatto le gare per le progettazioni ma molti di questi cantieri non vedranno la luce del sole». E si aggiunge anche il consigliere di Forza Chieti, Stefano Maurizio Costa. «Dove sono i soldi per l’ascensore del terminal», si chiede Costa, «sotto il loro governo hanno iniziato i lavori all’ex pescheria, ma da tre anni non si capisce perché è ferma. Prima di fare i manifesti pubblicitari si rendessero conto di ciò che dicono: hanno solo perso i finanziamenti e li continuano a perdere. Pubblicizzano ciò che non esiste». L’assessore ai Lavori pubblici Stefano Rispoli non ci sta alle polemiche e risponde.
«Nessun finanziamento perso», ribatte, «noi continuiamo a risolvere i danni che loro hanno provocato. Molti di coloro che ci attaccano hanno prodotto oltre 80 milioni di debiti al Comune con la propria inerzia. Noi in tre anni abbiamo prodotto 60 milioni di opere che stanno diventando cantiere. E questo con una struttura dal personale ridotto e un Comune in dissesto. I cantieri avviati andranno avanti. Dobbiamo fare i conti con problemi che stiamo cercando di risolvere su opere che chi ci ha preceduto non è riuscito a fare iniziare o ha iniziato con procedure errate e destinate a bloccarsi, come accaduto per piazza San Giustino». (e.g.)

