Eden Teodoro Di Sipio, quando essere perseveranti porta al successo

10 Agosto 2026

È emigrato da Ripa Teatina a Melbourne, in Australia, dove ha fondato un’azienda in continua espansione

RIPA TEATINA. Nel 1969, quando Eden Teodoro Di Sipio aveva 33 anni, la moglie Joyce stanca di non vederlo a casa a Melbourne per via dei suoi frequenti viaggi di lavoro, gli disse: «Marito mio, che dobbiamo fare?». Il messaggio, racconta Eden, era chiaro «e mi fece riflettere sul futuro della nostra vita famigliare». Fu allora che Eden, nonostante la licenza di quinta elementare, decise di lasciare il lavoro che lo portava in giro per l’Australia, per aprire una sua società, la Dasma, che in seguito sarebbe diventata un gruppo che si occupa di tante attività.

Eden era emigrato nel 1955 dalla nativa Ripa Teatina a Melbourne in Australia per incontrare il cugino paterno Eleuterio, che era capo-cantiere in una cava di marmo e che gli diede un lavoro. Poco dopo, Eden e un altro cugino paterno, Nicola, decisero di andare a lavorare presso la Società Anonima Elettrificazioni (Sae), una grande azienda italiana impegnata in varie zone dell’Australia. E così Eden arrivò al fatidico 1969, tre anni dopo il suo matrimonio, quando Joyce gli fece cambiare direzione.

Racconta Eden: «All’inizio non fu facile: dovevo trovare clienti, organizzare il lavoro e costruire tutto da zero. Con il tempo, però, grazie alla qualità del lavoro svolto, l’azienda iniziò a crescere. La ditta si occupava di mattonelle, muratura, cemento e pitture industriali. Negli anni l’attività si è sviluppata sempre di più fino ad arrivare ad avere circa 70 dipendenti, diventando una realtà importante nel settore». Quindi, continua Eden, «insieme a mio figlio Alfio, abbiamo ampliato ulteriormente l’azienda entrando anche nel settore dei rifiuti, attività che ancora oggi continua ad andare bene. Nel frattempo abbiamo investito in macchinari, gru, piattaforme idrauliche e costruzioni edilizie. Mio figlio Alfio, che aveva studiato ingegneria civile, è stato una figura fondamentale per la crescita dell’azienda. Con la sua preparazione tecnica e la sua visione moderna ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo delle nostre attività». Poi arriva la tragedia: «Purtroppo, nel 2020, durante la pandemia, la nostra famiglia è stata colpita da un grande dolore. Mio figlio si trovava in Abruzzo dai parenti e già combatteva contro la distrofia muscolare. Dopo essere stato colpito dal Covid, fu ricoverato all’ospedale di Chieti, dove i medici fecero tutto il possibile per salvarlo. Dopo un breve periodo di ricovero, purtroppo venne a mancare. Oggi Alfio riposa nel cimitero di Ripa Teatina. Dopo la sua scomparsa ho continuato a seguire le attività insieme al figlio 31enne di Alfio, mio nipote Eden Alfio Di Sipio, ma oggi, all’età di 90 anni, ho passato a lui le redini dell’azienda». Eden ha anche una figlia, Amelia.

Infine Eden parla del suo Abruzzo con il Centro: «Nonostante la mia vita sia stata costruita in Australia, non ho mai dimenticato l’Abruzzo e soprattutto Ripa Teatina. Ogni anno torniamo in Abruzzo per trascorrere del tempo nel nostro paese e ho conservato una piccola residenza nella zona Alento, vicino alla casa dove sono nato. Per me quel luogo rappresenta la memoria della mia infanzia, dei sacrifici della mia famiglia e di una vita intera costruita con lavoro, coraggio e amore per le proprie radici. Quest’anno tornerò a fine agosto-inizio settembre». Considerando l’etá (avanzata per un viaggiatore italiano, ma non troppo per un australiano), e la lunga trasferta aerea, Eden potrà ora viaggiare in prima classe, accompagnato da un dipendente della sua ditta (questa volta, la moglie Joyce rimarrà a Melbourne) e all’aeroporto di Roma andrà a prenderlo il nipote, figlio di sua sorella, per riportarlo nel suo Abruzzo.

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