Edicole, servizio primario: «I giornali sono necessari»

18 Marzo 2020

Caratelli (piazza San Giustino): la città è vuota, ma chi esce vuole informarsi. D’Orazio (via Spaventa) e Capetola (piazza Valignani): avanti con responsabilità

CHIETI. «Non possiamo mollare perché, in un momento come questo, c’è ancora più bisogno dei giornali». Gli edicolanti di Chieti, a lavoro con guanti e mascherine, resistono anche nei giorni dell’emergenza coronavirus: «Andiamo avanti tra mille difficoltà, perché la città è vuota. Ma se chiudiamo anche noi è finita». Le edicole, come disposto dal decreto governativo, rientrano tra le attività alle quali è consentito di restare aperte e garantire un servizio di primaria necessità che consente ai cittadini di informarsi.
«Pochissimi escono di casa», dice Piero Caratelli che, da 35 anni, alza la serranda dell’edicola di piazza San Giustino, nel cuore di Chieti. «Figuriamoci in una città come la nostra che, da sempre, vive di uffici pubblici: con la chiusura delle scuole, gira sempre meno gente. Anche lo stop ai bar di certo non aiuta. Ma chi esce per fare la spesa o per andare in farmacia si ferma e compra soprattutto i quotidiani».
Piero racconta un episodio successo lunedì mattina: «Un ragazzo è venuto ad acquistare un giornale e mi ha voluto lasciare a tutti i costi la mancia: mi ha ringraziato per il lavoro che facciamo ogni giorno, rischiando anche in prima persona». Graziano Capetola dell’edicola di piazza Valignani, di fronte al Comune, conferma: «Andare avanti è sempre più difficile, ma lo facciamo con grande senso di responsabilità». Anche se gli incassi ne stanno risentendo.
«Le persone sentono il bisogno di informarsi», aggiunge Maurizia D’Orazio della rivendita di via Spaventa, di fronte al palazzo delle Poste centrali e della Procura della Repubblica. «L’affluenza è inevitabilmente diminuita, ma chi viene da noi compra più giornali: in primis quotidiani, ma anche riviste, giochi enigmistici e gadget per bambini». (g.let.)
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