Elettrodotto, chiesto stop ai lavori

Il Comune di Lanciano sollecita a Ministero e Regione l’ordinanza di sospensione
LANCIANO. Il Comune di Lanciano chiede al ministero delle Infrastrutture e al presidente della giunta regionale la sospensione dei lavori per l’elettrodotto Villanova-Gissi perché, dai rilievi eseguiti, l’infrastruttura sarebbe un abuso edilizio. Lo scorso 13 agosto, l’amministrazione frentana ha inviato un’ampia e circostanziata comunicazione di 13 pagine, indirizzata anche a Terna, a fronte dei rilievi eseguiti sul proprio territorio, delle risposte ricevute da Terna e delle successive controdeduzioni del proprio ufficio Urbanistica, ritenendo i chiarimenti trasmessi dalla società non sufficienti per considerare archiviate le criticità emerse e chiedendo di emettere con urgenza l’ordinanza di sospensione dei lavori.
Gli accertamenti erano scaturiti a seguito dell’esposto dello scorso giugno, presentato dal perito Antonio Di Pasquale, per presunte violazioni urbanistico-edilizie nella costruzione dell’opera.
Alcuni sostegni dell’elettrodotto, come spiega lo stesso Di Pasquale, ricadrebbero all’interno dei terreni classificati come “pessimi” dalla Carta della zonizzazione geologica, e sui quali vige un vero e proprio «vincolo di inedificabilità». Su questo punto Terna non fornisce alcun chiarimento «facendo sì che l’opera, rispetto a detto vincolo, possa ritenersi abusiva».
Sui rilievi che contestano la costruzione a ridosso delle fasce di rispetto delle scarpate, Di Pasquale sostiene che «il progetto è viziato da dati incompleti»: le zone di rispetto dove non si può costruire sarebbero, in realtà, molte di più di quelle considerate da Terna, che avrebbe utilizzato una banca dati non aggiornata. La costruzione in queste zone, inoltre, dovrebbe essere preceduta da un nullaosta che non è stato chiesto, per cui «l’opera è da considerarsi abusiva».
«Cosa si inventerà adesso il presidente della giunta regionale», chiosa Di Pasquale, «considerato che quanto rilevato dal Comune di Lanciano, e accaduto in quasi tutti i comuni interessati alla costruzione dell’opera, rende di fatto la costruzione della stessa, in palese abuso edilizio?».
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