Elezioni salve a Crecchio Lo dice il Tar
CRECCHIO. Nicolino Di Paolo resta sindaco di Crecchio. Il Tar ha dichiarato inammissibile il ricorso di Luigi D’Alessandro, il candidato sindaco avversario che aveva sollevato sospetti su 33 votanti...
CRECCHIO. Nicolino Di Paolo resta sindaco di Crecchio. Il Tar ha dichiarato inammissibile il ricorso di Luigi D’Alessandro, il candidato sindaco avversario che aveva sollevato sospetti su 33 votanti romeni, iscritti alle cosiddette liste aggiuntive. Secondo gli accertamenti di parte nei registri dove sono contenute le domande di iscrizione alle liste aggiuntive ci sarebbero state diverse firme false o nulle, come se chi avesse firmato quei registri fosse persona diversa da quella che poi è andata effettivamente a votare. Ma nel concreto le irregolarità sono state solo 15. Quindi quella che si chiama «prova di resistenza» ha dato torto al ricorrente. Lo scarto tra il sindaco e lo sconfitto era superiore a questa cifra. Ma non è escluso Luigi D’Alessandro, assistito dall’avvocato Diego De Carolis, decida di ricorrere al Consiglio di Stato.
Ad accertare le firme false che hanno spinto D’Alessandro a rivolgersi ai giudici amministrativi, è stato un esperto grafologo che è anche perito del tribunale, che ha confrontate le firme apposte alla richiesta di iscrizione dei romeni comunitari, con quelle che gli stessi avevano sottoscritto in altri documenti tra cui la carta di identità.
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