Emergenza Cotir, il caso finisce in Regione

11 Dicembre 2016

Staccato il gas, domani tocca alla luce. Martedì discussione tra i capigruppo consiliari dell’Emiciclo

VASTO. Emergenza Cotir: convocata per martedì prossimo a a Pescara la riunione dei capigruppo consiliari della Regione. L’obiettivo è trovare una soluzione per pagare le utenze del Centro per le tecniche irrigue del Vastese e salvare anni di lavoro e i costosi macchinari. Il consigliere regionale Mauro Febbo (FI) dopo aver annunciato una denuncia alla Corte dei Conti ha discusso della questione con il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio. «Intanto stiamo cercando di scongiurare il black out elettrico. Sarebbe devastante. Mi aspetto anche un intervento del sindaco, Francesco Menna, il Cotir è un gioiello che appartiene alla città», afferma il consigliere regionale. Solo 5 mesi fa i Centri di ricerca avevano esultato dopo l’annuncio di un finanziamento da 1 milione stanziato dalla Regione. Lo stess Febbo aveva espresso soddisfazione a riguardo. Quel milione a favore del Crab, Cotir e Crivea sembrava risolutivo. Così non è stato. «È necessario che l’esecutivo regionale prenda atto che il Cotir non può essere distrutto in questo modo. È necessario garantire un futuro sia alla ricerca che ai lavoratori», insiste Febbo. La soluzione potrebbe essere un centro unico regionale nel segno di una logica di sistema anche con il mondo universitario dove il settore agricolo, agroalimentare e agroindustriale sia sempre di più forza dell’Abruzzo. «È triste, comunque, dover verificare ancora una volta la totale latitanza della Regione. Spero che martedì possa essere trovata una soluzione», commenta il consigliere regionale. Se così non fosse il Cotir sarà costretto a chiudere i battenti visto che si trova nell’impossibilità di pagare le utenze indispensabili per il funzionamento della struttura. Una situazione degradante. Strutture e strumentazione possono irrimediabilmente essere danneggiati: serre, macchinari per le analisi, l’impianto per le radiografie nucleari (valore di 800mila euro). Fra 48 ore, se non si trova un rimedio, sarà tutto distrutto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA