Emergenza idrica, il caso arriva dal prefetto

2 Settembre 2020

Oggi l’incontro a Chieti con i sindaci di Vasto e San Salvo: «Serve una soluzione, cittadini esasperati»

VASTO. Comincerà oggi alle 10.30, negli uffici del palazzo del governo a Chieti, la riunione fissata dal prefetto Armando Forgione per discutere dell’emergenza idrica che continua a creare disagi nel Vastese .
«L’incontro», ha ricordato il sindaco di Vasto, Francesco Menna, «è stato richiesto da me e dalla collega di San Salvo, Tiziana Magnacca, preso atto dei gravi problemi che cittadini e operatori stavano avendo. L’auspicio è che nel corso del summit possano essere concordati interventi che in qualche modo riescano a ridurre i disagi. La precarietà dell’approvvigionamento dell’acqua provoca una situazione difficile da sostenere non solo per i cittadini, ma anche per i tanti turisti ancora presenti in città e, soprattutto, per le attività commerciali che dopo il lockdown sono costrette a vivere nuovi disagi e danni economici. Sia io che Magnacca siamo grati al prefetto che ha fissato l’incontro».
«Mi auguro», ha concluso il primo cittadino, «che possano essere trovate soluzioni immediatamente applicabili per ridurre anche le difficoltà del comparto industriale e agricolo». Sabato la giunta regionale ha proclamato lo stato di emergenza autorizzando il prelievo di acqua fino al 30 settembre dal fiume Trigno. L’acqua del fiume sarà convogliata nell’impianto di potabilizzazione di San Salvo e, successivamente, distribuita per uso potabile a Vasto e San Salvo.
«La giunta regionale», ha sottolineato il vice presidente della Regione Emanuele Imprudente, «ha tamponato l’emergenza, ma per risolvere il problema bisogna utilizzare le ingenti risorse già a disposizione della Sasi , responsabilizzando il governo nazionale». Qualche mese fa, la giunta regionale ha stanziato 6,9 milioni di euro per la Sasi per il superamento della criticità idrica nel Vastese. Quanto sta accadendo ormai da mesi era stato paventato da 28 sindaci del Vastese.
Nel mese di marzo, con una lettera inviata ai rappresentanti delle istituzioni (tra loro anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Giuseppe Conte), i primi cittadini denunciavano una situazione insostenibile con continue interruzioni della fornitura idrica.
L’emergenza coronavirus ha aggravato la situazione. Qualche giorno fa il sindaco Magnacca ha espresso grande preoccupazione. Insieme a lei, Menna. «L’acqua è un bene pubblico essenziale», dicono i due sindaci. «Speriamo venga trovata una soluzione». (p.c.)
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