Emodinamica al San Pio, arriva il no

Nella risposta al ministro Lorenzin la Regione boccia il reparto salva-vita. Il Comitato: dopo 15 mila firme non ci arrendiamo
VASTO. Le 15mila firme raccolte nel Vastese per l’Emodinamica non sono bastate a convincere la Regione ad aprire nell’ospedale di Vasto il reparto salva-vita. Alla richiesta di chiarimenti del ministero della Salute, l’Agenzia sanitaria regionale ha risposto che non è possibile disattivare l’Emodinamica di Chieti e che per le urgenze del Vastese la Regione ha previsto tramite il 118 il trasferimento dei pazienti in elisoccorso nell’area Chieti-Pescara. «È giusto che per la salute di Chieti e Pescara debba soffrire il Vastese? Io non ci sto e non mi arrendo. La politica serve per una visione sul futuro. Io rifiuto queste conclusioni», tuona la deputata del Pd Maria Amata, affiancata dall’ex sindaco di San Salvo Gabriele Marchese, dal vicesindaco di Pollutri Alfonso Di Tullio, dall’ex amministratore di Scerni Peppino Gattafoni (da solo ha raccolto tremila firme), Camillo D’Amico e Angelo Bucciarelli. «Dopo un incontro con il ministro Beatrice Lorenzin e il capo dipartimento del settore programmazione del ministero della Salute, Andrea Urbani, nel corso del quale ho dimostrato che la distanza di Vasto da Pescara e i tempi di soccorso sono troppo lunghi e potrebbero rivelarsi fatali per gli utenti del territorio», spiega Amato, che insieme al dottor Ugo Aloè è a capo del comitato promotore, «il Ministero ha chiesto chiarimenti all’assessore Silvio Paolucci. La Regione ha risposto che Chieti e Pescara sono entrambe necessarie. E che per Vasto c’è l’elisoccorso. Io non mi fermo perché non sopporto le ingiustizie. La risposta della Regione è purtroppo la dimostrazione della volontà di impoverire Vasto. Oltre a fare i tour all’ospedale non c’è nulla e invece Vasto ha bisogno di attenzione e risorse. Non parlo per dispetto. So esattamente quello che dico», afferma la deputata annunciando nuove clamorose iniziative. «Non è giusto ringraziare per ciò che ci è dovuto. Purtroppo si sta radicando nella gente il pensiero dei vassalli costringendo le persone al cappello in mano», conclude amara la deputata. D’accordo con lei Marchese: «Andremo avanti con azioni clamorose per riavere i nostri diritti, sanità ma anche una viabilità sicura. Rivendichiamo la dignità di vivere in questo territorio». A chiudere gli interventi è Peppino Gattafoni che con Domenico Giuliano, ex vicesindaco di Scerni, ha raccolto migliaia di firme. «I documenti dimostrano che siamo stati presi in giro», dice, «risponderemo all’ennesima ingiustizia con iniziative eclatanti».
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