Energia creata dalle dighe: i Comuni chiedono i soldi

27 Giugno 2021

L’associazione degli enti del Sangro Aventino verso la costituzione di un consorzio Colonna: «Vogliamo una legge regionale che dia più risorse al nostro territorio»

CASOLI. Prime importanti iniziative organizzate dall’associazione Comuni Sangro Aventino, portatrice di interessi nella concessione della grande derivazione per uso idroelettrico Sant’Angelo che comprende i laghi di Bomba, Casoli e la centrale di Altino. Venerdì, a Casoli, c’è stato un incontro tra sindaci e amministratori per avviare la costituzione del Consorzio Bim (Bacino imbrifero montano) del Sangro e il 3 luglio, ad Atessa, è in programma il convegno “Gestione delle grandi derivazioni per uso idroelettrico-Il caso dell’impianto Sant’Angelo”.
La concessione ad Acea Produzione Spa è scaduta a luglio 2013. All'incontro, venerdì, erano presenti Enrico Petriccioli, vicepresidente della Federbim nazionale e Gabriele Minosse del Bim Tordino Vomano. Nel 1953 è stato costituito il Bim Sangro ma, a differenza di quanto accaduto in altre parti (Abruzzo compreso) non è stato mai costituito il consorzio Bim del Sangro, ente che ha anche una funzione amministrativa. Il consorzio è importante perché come entità giuridico-amministrativa è in grado di gestire, tra l’altro, la gestione dei “sovra-canoni” e le problematiche connesse al corso del fiume e alle concessioni delle derivazioni, cioè l’utilizzo delle acque.
I sovra-canoni Bim sono soldi che i concessionari di grandi derivazioni, secondo quanto previsto dal legislatore, devono versare annualmente ai Comuni ricadenti nei vari Bim perimetrati dal ministero, come ristoro «per il sacrificio delle popolazioni di avere sul proprio territorio dighe, centrali e opere di presa».
Per la costituzione del consorzio ci vogliono i 3/5 dei 34 comuni che entrano nel Bim del quale, però, non fanno parte Casoli, Altino e Perano, per una questione altimetrica. Quindi, il primo passo è chiedere al ministero della Transizione ecologica di far entrare i tre comuni (che sono portatori di interesse) nel Bim mentre il secondo passo è la costituzione del consorzio.
«La recente normativa nazionale», dice Massimo Colonna, presidente dell’associazione e consigliere comunale di Bomba, «ribadisce che la proprietà delle grandi derivazioni per uso idroelettrico è delle Regioni e dà mandato ad esse di dotarsi di una propria legge regionale per disciplinare le modalità di assegnazione delle concessioni scadute. Sono delle nuove opportunità che, oltre alla nuova definizione dei canoni e dei sovra-canoni da versare alla Regione e ai Comuni, possono essere colte solo con l’approvazione della legge regionale. Noi chiediamo», sottolinea Colonna, «di adeguare il canone applicato in Abruzzo a quello previsto in altre regioni e di garantire maggiori risorse finanziarie ai Comuni che ospitano gli impianti. Le passate gestioni, affidate quasi sempre a multinazionali e grandi aziende, hanno prodotto utili a scapito delle popolazioni locali, che hanno visto privarsi di beni fondamentali quali acqua e terreni, e che si sono dovuti accontentare delle briciole in cambio di devastazione del territorio e spopolamento».
La recente normativa prevede anche delle possibilità per gestire direttamente gli impianti, offrendo nuove opportunità per i territori montani che storicamente, dalla realizzazione e dalla presenza dei grandi impianti idroelettrici, hanno subito solo gravi conseguenze. Tutto questo può essere seguito e ottenuto dal consorzio Bim che, è stato ribadito venerdì a Casoli, non sarà un “carrozzone” perché sarà gestito solo dai sindaci dei Comuni aderenti senza alcuna nomina politica.
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