Energia dai rifiuti: no all’impianto

Sant’Eusanio. Cittadini, associazioni e amministratori creano un comitato contro il progetto
SANT’EUSANIO DEL SANGRO. «Vinceremo anche questa battaglia se stiamo vicino ai nostri amministratori e soprattutto se tutto il territorio si solleva. Le uniche battaglie che si perdono sono quelle che si abbandonano». Con questi propositi è stato costituito, giovedì sera, un comitato per dire “no” al progetto di un impianto da 26 megawatt definito «una bomba ecologica che minaccia la salute dei cittadini».
In una sala dell’hotel River erano presenti il sindaco di Sant’Eusanio, Raffaele Verratti, quello di Castel Frentano, Gabriele D’Angelo, Davide Caporale, assessore all’ambiente di Lanciano, Alessandro Lanci di Nuovo Senso Civico, e Andrea Natale, coordinatore dell’Istituto abruzzese per le aree protette. L’impianto, infatti, dovrebbe sorgere a ridosso dell’Oasi di Serranella.
Tanti erano i cittadini presenti, pronti e convinti a dare battaglia, anche questa volta, per difendere il proprio territorio. Come primo atto, oltre alla costituzione del comitato –che si riserverà di mettere in atto diverse iniziative- gli amministratori hanno annunciato la convocazione di consigli comunali per rendere pubblica la volontà politica contraria all’impianto. La protesta dovrebbe allargarsi anche alle amministrazioni comunali di Atessa, Perano, Paglieta, Casoli e Archi.
Durante la discussione è stato ribadito che il progetto prevede la realizzazione di un impianto da 26 megawatt per la produzione di energia elettrica da combustione, cinque volte più grande della centrale a biomasse di Treglio, che è stata chiusa. Il luogo scelto è nel territorio di Lanciano a confine con Brecciaio (lato ponte sul Sangro) di Sant’Eusanio. La ditta proponente è la Camillo Marcantonio sas di Camillo e Nicola Marcantonio. Il sindaco Verratti ha aperto la discussione e, dopo aver tracciato un breve excursus temporale del progetto, ha detto: «Noi lotteremo per il nostro territorio a fianco dei nostri cittadini. Diciamo “no” senza se e senza ma. Dobbiamo far sentire la nostra contrarietà con osservazioni, atti politici manifestazioni, iniziative: tutto ciò che possa scongiurare quest’ennesimo pericolo».
«Quando si parla d’immondizia, dietro ci sono soldi, interessi e poteri», ha detto l’assessore Caporale, «abbiamo detto subito “no”, adesso è la Regione che deve agire». D’Angelo ha ricordato come, a Castel Frentano, si è riusciti a scongiurare una centrale turbogas e un impianto a biomasse: «Ce la faremo anche questa volta, perché adesso qui già si sa che cosa si brucia».
«Dietro la roboante e rassicurante definizione», ha ribadito Lanci, «si nasconde in realtà un mega impianto da 26 megawatt, che potrà trattare rifiuti di tutti i tipi compresi quelli tossico-nocivi e speciali per trasformarli in gas, olio e carbone, combustibili che poi verranno bruciati per alimentare 24 ore su 24 una turbina a vapore per la produzione di energia elettrica. Chi ha presentato il progetto non c’entra niente, ci sono interessi superiori. A noi non interessa disquisire sulle parole ma sui fatti. Conta questo: nuoce alla salute, sì o no? Noi diciamo di sì e lotteremo insieme ai cittadini affinché non si realizzi». «A differenza di Ombrina qui abbiamo un privilegio», ha concluso Natale, «sarà la Regione a rilasciare le autorizzazioni».
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