Enti culturali: troppi e fermi «Meglio dare le dimissioni»

ORTONA. I tre enti: Emo, Teatro Tosti e Palazzo Farnese, fortemente voluti dall’amministrazione del sindaco Vincenzo D’Ottavio, sono inutili. È questa l’opinione del consigliere comunale di Sel...
ORTONA. I tre enti: Emo, Teatro Tosti e Palazzo Farnese, fortemente voluti dall’amministrazione del sindaco Vincenzo D’Ottavio, sono inutili. È questa l’opinione del consigliere comunale di Sel Patrizio Marino, fuori dalla maggioranza da tempo, che “bacchetta” sindaco e giunta per la situazione di immobilismo di questi tre enti, ovviamente non per colpa degli stessi componenti.
«La stagione teatrale 2014-2015 presentata in questi giorni», commenta il consigliere Marino, «propone un cartellone con nomi importanti del teatro italiano, spettacoli sicuramente di ottimo livello. Ma a questo punto sorge spontanea una domanda: ma che li abbiamo costituiti a fare i tre consigli di amministrazione degli enti? In particolare l’Ente manifestazioni non serve a niente, perché non ha gli strumenti per essere operativo. L’Ente Teatro Tosti non serve a niente, perché ci pensa Antonio Tucci e poi non ci sono i soldi per fare altro. L’Ente Palazzo Farnese non serve a niente, perché non ci sono i soldi e ci pensano i cittadini a proporre di volta in volta una mostra fotografica o una mostra personale di un amico o di un semplice conoscente. Poi ci sono gli assessori che fanno a gara per organizzare manifestazioni: l’assessore alle manifestazioni propone il suo cartellone, l’assessore al commercio ha le sue proposte, tra cui la Notte bianca, l’assessore al turismo propone i suoi percorsi. C’è poi il comitato per il 70° della Battaglia di Ortona che va per la sua strada con le sue manifestazioni e la Biblioteca comunale che ha il suo cartellone per tutto l’anno. Poi ci sono i diversi consiglieri comunali di maggioranza che propongono qualche spettacolino o concertino che vorrebbero vedere, magari nelle contrade di provenienza. Infine le tante associazioni culturali, ognuna con le proprie peculiarità e proposte, a cui l’amministrazione concede finanziamenti».
Il consigliere Marino conclude duramente: «propongo a tutti gli ortonesi che si sono messi a disposizione per la costituzione dei tre enti di rassegnare le dimissioni. La loro disponibilità non è gradita all’amministrazione, che dopo aver sbandierato come una svolta epocale la costituzione dei tre enti, dimostra di non crederci e continua ad affidare le iniziative ad assessori-piglia feste o a dirigenti di partito-tuttofare». (l.s.)
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