Era un appassionato di rapaci e volatili rari

Nella sua villa di Monticello Brianza aveva fondato un centro che ha ospitato oltre 60 specie di uccelli
GUARDIAGRELE. Enrico Albertini, il 68enne di Monticello Brianza che ha perso la vita ieri a Bocca di Valle, era noto per aver fondato un vero e proprio centro faunistico nella “Villa Albertini Quintavalle”, tenuta ottocentesca dove risiedeva. Albertini, nato a Milano nel settembre del 1955, ha creato questo centro di riproduzione e conservazione, conosciuto come “Centro Monticello”, negli anni ’70. si tratta di una struttura privata dove le specie di uccelli presenti sono arrivate fino a oltre sessanta, molte rare e a rischio estinzione. Il Centro saltuariamente veniva anche aperto al pubblico per visite guidate. Varia la provenienza dei volatili ospitati nel Centro del quale Albertini, oltre che fondatore, era anche direttore: acquisti e scambi con altri allevatori, enti pubblici e privati nazionali ed internazionali; non sono mancati volatili feriti o malati donati ad Albertini da centri specializzati nella cura degli uccelli. Moltissime specie a Villa Albertini si sono anche riprodotte: fatto non scontato per gli animali in cattività. «Fin da bambino», aveva raccontato Albertini durante una visita al Centro, «ho sempre avuto una passione per i volatili in generale, in particolare per i rapaci notturni, gufi, barbagianni, allocchi e civette». La struttura aveva anche preso parte a progetti di conservazione nazionali e internazionali: nel 2009 ad esempio aveva fornito quattordici giovani volatili nati nel Centro ma in grado di sopravvivere in natura a un progetto di reintroduzione dell’allocco degli Urali nelle Alpi Svizzere.(a.rap.)
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