«Eri un prof speciale» Folla e lacrime per Luca Zappalorto

17 Settembre 2021

Chiesa strapiena per l’addio al vice preside delle Industriali La dirigente Giusti: «È stato un maestro di vita per gli alunni»

CHIETI. «Dedicare attenzione alle persone è ciò che ti ha reso speciale». La preside dell’istituto superiore Luigi di Savoia Anna Maria Giusti ha ricordato con queste parole Luca Zappalorto, il suo vice preside morto lunedì scorso a 51 anni per un malore improvviso, mentre si stava preparando per il primo giorno di scuola. Il funerale dello stimato professore si è tenuto ieri pomeriggio al Tricalle nella chiesa di San Francesco Caracciolo (strapiena). Le norme anti Covid non hanno permesso a tutti di poter assistere alla funzione tenuta dal parroco don Michele Panissa, e in molti hanno dovuto attendere fuori, nonostante l’ampiezza della chiesa. C’erano tanti studenti arrivati con lo sguardo frastornato, i docenti non solo del Savoia ma anche dell’istituto professionale Umberto Pomilio, diretto sempre dalla preside Giusti e per questo sempre in stretta collaborazione con il Savoia. C’erano anche i colleghi dell’Itis Mattei di Vasto e alcuni giornalisti del quotidiano Il Messaggero, con cui Zappalorto aveva collaborato da giovane, occupandosi soprattutto di sport. Sia il Savoia che la scuola gemella di Vasto si sono presentati in chiesa con la grande bandiera, vessillo dell’istituto scolastico. Davanti a una famiglia straziata dal dolore, dalla moglie Monica, ai figli Mattia e Martina, alla mamma Annamaria, la dirigente scolastica Giusti ha preso la parola al termine della cerimonia funebre per far capire l’attaccamento che lei e tutta la comunità scolastica avevano per il vicepreside scomparso, suo vicario dal 2016. «Luca lascia un vuoto incolmabile», ha detto la dirigente dal pulpito con profonda commozione, «è stato un collaboratore meraviglioso, corretto e motivato. Nel suo agire quotidiano ha dimostrato un rispetto unico verso tutti. Una bella lezione di vita, sempre. Lo hanno sottolineato anche i ragazzi del Savoia: il professor Zappalorto sapeva fare bene il suo lavoro. Anche il Pomilio piange la sua perdita, perché Luca era entrato a far parte anche di quella comunità. La scuola era diventata per lui una seconda famiglia. Conosceva tutto del Savoia e conosceva bene anche me. Il lavoro, la famiglia, l’amicizia, il rispetto: erano questi i valori della sua vita». A nome dei colleghi, al termine della cerimonia funebre, ha preso la parola la docente Rina Di Crescenzo: «Te ne sei andato il primo giorno di scuola», ha detto la professoressa con la voce rotta dalle lacrime, «senza nemmeno il tempo di dirsi il solito “buon lavoro, buon anno, buon inizio”. Ti siamo riconoscenti per la dedizione e l’impegno che dedicavi al lavoro. Abbiamo apprezzato la tua pacatezza, la comprensione, la disponibilità all’ascolto. Ti sentivi a disagio nel doverti mostrare severo e autorevole, la parte del burbero ti veniva male. Eri il collaboratore del preside dall’aspetto imponente ma dal cuore buono. Il nostro gigante buono». Al cordoglio dei colleghi della scuola si aggiunge anche quello del Cpia, il Centro provinciale di istruzione adulti, con cui Zappalorto aveva collaborato.
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