Eroina in auto, le versioni sono discordanti
Processo al via per Domi che scarica le accuse sul connazionale. Kulla già condannato a 4 anni
VASTO. Uno contro l’altro, la verità di Orges Kulla contro quella di Fatmir Domi. Sono discordanti le versioni dei due albanesi arrestati l’anno scorso sull’A14 con un carico di eroina. Kulla è comparso ieri davanti ai giudici del tribunale di Vasto. Il 13 marzo 2014 venne arrestato con Domi perché sorpreso a bordo di un auto farcita di 2,062 chilogrammi di eroina. La droga era nascosta sotto il sedile posteriore di una Ford Focus usata da Domi. Ma chi era alla guida dell’auto quel giorno e chi vi aveva sistemato la droga?
Domi, difeso dall’avvocato Paolo Del Viscio, è stato già giudicato e in appello ha ottenuto la diminuzione della pena a 4 anni di reclusione (in primo grado 6 anni). L’uomo sostiene che a guidare fosse Kulla. Quest’ultimo dice esattamente il contrario. Ieri i giudici hanno escluso un confronto all’americana fra i due e hanno ascoltato invece le testimonianze degli agenti che fecero l’operazione. Poi il processo è stato aggiornato. Quando vennero sorpresi i due erano diretti a Foggia. Fermati nei pressi dell’uscita del casello autostradale di Vasto sud, non erano riusciti a nascondere il proprio nervosismo. La sostanza stupefacente venne trovata sotto il sedile posteriore, divisa in panetti; nello stesso posto, un involucro con poco meno di un etto di marijuana. Di oltre 100mila euro il valore complessivo sul mercato.
All’operazione, coordinata dalla Sezione antidroga della Squadra Mobile di Pescara, parteciparono le sottosezioni di polizia stradale di Pescara Nord e Vasto, la Squadra Mobile di Foggia e il commissariato di San Severo. Orges Kulla, 27 anni, risiedeva a Silvi Marina, e Fatmir Domi (29) a Chieti. Entrambi avevano precedenti specifici. Vennero arrestati entrambi su disposizione del sostituto procuratore Giancarlo Ciani e condotti nel carcere di Vasto. Le indagini della polizia proseguirono con ulteriori approfondimenti investigativi e accertamenti per individuare la provenienza e la destinazione dello stupefacente. I primi accertamenti indicarono la partenza del carico da Pescara per raggiungere il mercato di Foggia. Un viaggio dalla Puglia all’Abruzzo che rivelò come il capoluogo adriatico era diventato una sorta di “interporto della droga”. Un punto di arrivo, ma anche di smistamento di ingenti partite di stupefacenti. (p.c.)
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