Esami cancellati ai malati, il caso finisce in Procura

Esposto del M5S sui disagi ai pazienti e sulla pet-tac presa ancora a noleggio Marcozzi si appella a Marsilio e Verì: «È ora di revocare l’incarico a Schael»
CHIETI. Esami saltati, un macchinario che costa 500mila euro all’anno soltanto per prenderlo in affitto, code nei reparti. Arrivano anche in Procura i disagi dei pazienti dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. «Tutte questioni inserite in un esposto a mia firma, con il quale ho chiesto alle autorità competenti di fare luce sul caso», dice la consigliera regionale del M5S Sara Marcozzi.
Negli ultimi due giorni, all’ospedale teatino sono scoppiate le proteste, come riportato dal Centro: prima gli esami cancellati ai malati di tumore e spostati di un mese; poi un’altra polemica sulla tac-pet con il macchinario ancora a noleggio nonostante le promesse di un acquisto; infine, le file al pronto soccorso con la beffa dei cartelli che recitano «max 6 persone». E ora insieme al caso giudiziario monta anche il caso politico con il M5S che invoca la rimozione del direttore generale Asl, Thomas Schael: «Il reparto di medicina nucleare del Santissima Annunziata è la perfetta rappresentazione dell’inefficiente gestione della sanità pubblica da parte dei vertici della giunta regionale e della Asl 02», dice Marcozzi, «quello che è avvenuto in questi giorni, come riportato dalla stampa, con esami per pazienti oncologici rinviati per una cronica disorganizzazione, è gravissimo e inaccettabile. Senza dimenticare poi tutti i disagi che la pet-tac sta creando da anni. In questi mesi abbiamo denunciato carenze e interruzioni di servizio causati da un macchinario obsoleto, piazzato in un tir all’esterno della struttura con tutte le difficoltà di accesso per i malati, il cui noleggio, da circa mezzo milione di euro all’anno, rischia di essere ben più costoso rispetto all’acquisto di una pet-tac di proprietà». Le critiche sono i punti fermi dell’esposto presentato da Marcozzi. «Il centrodestra ha tradito le promesse fatte ai cittadini», dice, «la situazione è diventata insostenibile, ma non sembra che la giunta abbia intenzione di intervenire in alcun modo, preferendo lasciare al proprio posto i vertici della Asl 02, su tutti il direttore Schael».
Il M5S chiede – e non è la prima volta – la revoca di Schael: «Ormai è palese a tutti che sia necessario prendere decisioni nette. Per questo, chiedo nuovamente che la giunta regionale faccia le proprie osservazioni sull’operatore di Schael e ne valuti la rimozione. Il presidente Marco Marsilio e l’assessore alla sanità Nicoletta Verì hanno tutti gli strumenti per poter rendere effettiva questa decisione. Lo dimostra l’allontanamento del direttore Roberto Testa dalla Asl dell’Aquila. Per questo, se decideranno di non intervenire e di lasciare tutto invariato, saremo liberi di pensare che siano soddisfatti dell’operato di un manager nel cui territorio di competenza saltano le visite dei malati oncologici».
La presa di posizione di Marcozzi arriva dopo l’ennesima protesta dei malati: «Sono mesi che chiediamo provvedimenti risolutivi per garantire gli interventi necessari ad affrontare patologie gravi. Un malato oncologico», dice la consigliera, «ha bisogno di sostegno, di avere una sanità pubblica che si prenda cura di lui con ogni mezzo, e che sostenga anche la famiglia passo dopo passo. Il fatto che ci siano ancora esami urgenti che saltano per la completa disorganizzazione dei reparti, con i rappresentanti delle associazioni che invitano i cittadini a curarsi altrove, è la più grande sconfitta che la politica regionale, prima istituzione responsabile del buon funzionamento della sanità, possa subire».

