Esami per i tumori nel camion, è protesta

29 Marzo 2021

Mercoledì scendono in piazza le associazioni che rappresentano i pazienti: «Adesso basta promesse»

CHIETI. La rete di associazioni “No Pet su Tir” torna in campo per chiedere di non effettuare più esami diagnostici per i malati di tumore su un camion, come avviene attualmente all’ospedale di Chieti. Le quattro associazioni “No Pet su Tir” terranno mercoledì prossimo una manifestazione di protesta vicino all’ospedale per denunciare la fase di stallo in cui si trova il progetto di acquistare un tomografo Pet di ultima generazione da allestire in maniera fissa nel reparto di Medicina nucleare.
Denunceranno anche il fatto che, inspiegabilmente, la Tac Pet attualmente si tiene una sola volta a settimana, anziché due come in precedenza. Di conseguenza la lista di attesa si è allungata ulteriormente. Il presidio di protesta si terrà mercoledì in via dei Vestini, nei pressi dell’ospedale, sul cavalcavia che si trova in corrispondenza dell’entrata dell’università d’Annunzio. Saranno presenti le associazioni Lory a colori, presieduta da Monica Marinari, Gaia, coordinata da Patrizia Bonora, Azione Parkinson Abruzzo, rappresentata da Giusy Di Bari, e Il Popolo di Chieti con Gianni Di Labio e Roberto Sambenedetto. La protesta si terrà dalle 9.30 alle 13.
Nel 2012 la Asl ha deciso di affittare in maniera temporanea un tomografo Pet per eseguire esami diagnostici fondamentali per i malati di tumori o di patologie neurodegenerative. L’attrezzatura affittata ha trovato posto su due Tir, rendendo a dir poco disagevole le sedute dei pazienti.
L’affitto sui Tir parcheggiati nel piazzale del 118 da temporaneo, anno dopo anno, è sembrato diventare definitivo, nonostante sia molto oneroso, venendo a costare circa mezzo milione di euro. Una Pet di ultima generazione costa invece, in base al modello, da 1,5 a 2,2 milioni di euro. Senza contare il costo della mobilità passiva, che fa sì che in tanti vadano anche fuori regione per fare questi esami. Anche perché, essendo l’attrezzatura in affitto, per evitare di far lievitare i costi, si è deciso di far lavorare la macchina solo due volta a settimana e adesso, addirittura, una sola volta.
La rete di associazione ha raccolto oltre 6mila firme per chiedere l’acquisto della Pet e l’installazione nel reparto di Medicina nucleare. Tra le firme ci sono anche quelle del sindaco Diego Ferrara e dell’assessore comunale alla sanità, Giancarlo Cascini. Ma al momento, al di là della promessa dell’assessore regionale alla salute Nicoletta Verì di acquistare una nuova Pet, non sembra si stia muovendo più nulla. E anzi, il servizio va peggiorando.
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