Esplodenti, c’è il sì al recupero ambientale

Il gip Pasquale autorizza la messa in sicurezza della fabbrica, al lavoro i dipendenti dell’azienda
CASALBORDINO. Il gip del tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale, ha autorizzato la messa in sicurezza e il recupero ambientale della Esplodenti Sabino di Casalbordino. Un passaggio importante che potrebbe portare al dissequestro di natura ambientale. I dipendenti della polveriera sono al lavoro per rendere l'area sicura. Non è dato sapere quanto dureranno le operazioni . Al termine verrà fatta una opportuna valutazione dello stato dei luoghi.
Il sequestro ambientale della Esplodenti Sabino venne chiesto il 22 marzo . La motivazione del provvedimento fu per «aver stoccato, in assenza di titoli autorizzativi, rifiuti pericolosi e non pericolosi posti sul terreno all'interno di cisternette in più aree dello stabilimento, in assenza di idoneo bacino di contenimento atto ad impedire o contenere eventuali sversamenti in danno del suolo, sottosuolo e acque superficiali e sotterranee e per avere smaltito illecitamente attraverso operazioni di incenerimento rifiuti liquidi pericolosi, imballaggi panetti filtranti e scarti di lavorazione pericolosi costituiti da acque contaminate dalle miscele esplosive prodotte».Grazie all'autorizzazione avuta ora del gip, nella fabbrica di contrada Stazione si lavora per eliminare ogni irregolarità e rendere la fabbrica sicura.
Nella polveriera di Casalbordino il 21 dicembre 2020 morirono tre operai: Paolo Pepe, 45 anni di Pollutri, Nicola Colameo, 45 anni di Guilmi e Carlo Spinelli, 54 anni di Casalbordino Due i filoni di indagine aperti: uno per la morte dei lavoratori e l'altro per presunti reati ambientali e amministrativi. Di questi ultimi si è occupato il tribunale del riesame di Chieti che, alla fine di un’attenta analisi durata più di una settimana, ad aprile scorso ha respinto la richiesta di dissequestro dell'impianto. Il sequestro era stato firmato da gip di Vasto Fabrizio Pasquale che ora ha autorizzato il recupero ambientale.
Qualche i giorno fa lo stesso giudice si è pronunciato sul sequestro probatorio chiesto dalla procura di Vasto dichiarando inammissibile il ricorso presentato dall'azienda. Il procuratore capo Giampiero Di Florio ha aperto un fascicolo sulla società che si occupa di smaltimento di materiale esplodente di varia origine, anche bellica. Dopo la tragedia la prefettura di Chieti ha sospeso le licenze. Gli 80 dipendenti sono stati fermi per sei mesi ma ora sono impegnati nelle operazioni di bonifica. L'obiettivo di tutti è rendere la fabbrica sicura e idonea alla ripresa dell'attività assicurando sicurezza. Il desiderio degli operai è tornare a lavorare. I sindaci del territorio si augurano che i dipendenti possano riprendere il loro lavoro in sicurezza , garantendo sicurezza anche alle attività vicine. Fra loro ci sono anche parenti dei tre operai morti. (p.c.)
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