Esplodenti Sabino, tre Comuni in campo per difendere 80 operai

Casalbordino, Guilmi e Pollutri si schierano al fianco dei dipendenti che rischiano di perdere il lavoro Marinucci: «La magistratura faccia chiarezza al più presto, le famiglie hanno diritto a una risposta»
CASALBORDINO. Sono giorni di apprensione per gli 80 dipendenti della Esplodenti Sabino, fermi dal 21 dicembre 2020 dopo l’incidente costato la vita a tre lavoratori, Carlo Spinelli, 54 anni di Casalbordino, Paolo Pepe, 45enne di Pollutri, e Nicola Colameo, 45 anni di Guilmi. L’azienda ha garantito il pagamento degli emolumenti di gennaio, ma non per i prossimi mesi. Pare che i lavoratori non abbiano diritto neppure alla cassa integrazione perché il fermo dell’attività è stato provocato da un tragico incidente. Ora, scendono in campo i Comuni: Filippo Marinucci, Carlo Racciatti e Nicola Di Carlo, i sindaci di Casalbordino, Guilmi e Pollutri, paesi in cui vivevano le vittime e vivono anche altri dipendenti della polveriera, dichiarano la loro solidarietà alle famiglie e cercano soluzioni che permettano agli 80 operai di poter mantenere le famiglie. «La vicenda è complessa», dice Marinucci, «tre uomini sono morti e va ringraziata la magistratura per l’impegno nelle indagini. È doveroso fare chiarezza e scoprire perché è accaduta la tragedia. Nel pieno rispetto delle vittime e delle loro famiglie e compatibilmente con le esigenze investigative della Procura tuttavia, va trovato un modo per permettere a 80 operai di lavorare e mantenere i figli. Sono vicino a loro e per quanto mi riguarda cercherò di trovare una soluzione», dice Marinucci. A Casalbordino, come a Pollutri e Guilmi, lo sgomento per la tragedia non è ancora passato. «Chiedo a chi di dovere di accelerare i tempi e decidere se la fabbrica può tornare o meno a lavorare. Ottanta famiglie aspettano una risposta», dice Marinucci, «qualora non fosse possibile riaprire la polveriera, gli ottanta lavoratori andrebbero aiutati a trovare una ricollocazione e, in questo periodo con la crisi pandemica in atto, non è cosa semplice». Dello stesso avviso Racciatti, primo cittadino di Guilmi: «Al dolore per la perdita di Nicola Colameo si aggiunge l’angoscia per il futuro dei colleghi, alcuni dei quali parenti delle vittime. Hanno dei bambini, i mutui da pagare. Vanno aiutati ».
Anche Di Carlo, di Pollutri, esprime la propria solidarietà e vicinanza alle famiglie dei dipendenti della Esplodenti Sabino: «Dal giorno della tragedia sono sconvolti», dice, «e adesso non sanno neppure se, come e quando potranno tornare a lavorare. È una situazione davvero dolorosissima. Difficilissimo trovare una soluzione». L’impresa aspetta la riunione della commissione provinciale per la sicurezza: la commissione deciderà cosa fare in merito alla sospensione della licenza.

