Esplodenti, venerdì le due sentenze
Al Gip di Vasto e al Riesame di Chieti i ricorsi sui dissequestri
CASALBORDINO. Dovranno aspettare venerdì i lavoratori della Esplodenti Sabino per sapere se il gip del Tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale, ha accolto la richiesta di dissequestro presentata dai legali dell'azienda, gli avvocati Franco Barbetti e Arnaldo Tascione. E venerdì si pronunceranno anche i giudici del tribunale del Riesame di Chieti in merito al secondo sequestro disposto dalla Procura di Vasto per motivi di natura ambientale.
Nel corso dell'udienza davanti al gip Pasquale gli avvocati Barbetti e Tascione hanno rimarcato che le esigenze probatorie che dovrebbero giustificare il sequestro degli uffici e dell'area distante dal luogo dell'esplosione sono ormai ridotte quasi del tutto. «I risultati dell'autopsia dei tre lavoratori Paolo Pepe, 45 anni, di Pollutri; Carlo Spinelli, 54 anni, di Casalbordino e Nicola Colameo, 46 anni, di Guilmi, morti nell'esplosione del 21 dicembre 2020, sono stati depositati», hanno rimarcato i legali della Esplodenti Sabino. «Le conclusioni del consulente del pubblico ministero stanno per arrivare. Gli accertamenti e le indagini del caso sono state ultimate. Le esigenze cautelari quindi sono praticamente del tutto ridotte. Il procuratore Giampiero Di Florio ha insistito sulla necessità di garantire sicurezza. Il gip si è ritirato riservandosi di rispondere venerdì.
Al Riesame, invece, gli avvocati Barbetti e Tascione hanno ricordato che la materia riguardante gli esplosivi, gli inertizzatori e i residuati bellici è regolata dal testo unico della legge di pubblica sicurezza e non dal testo unico sull'ambiente. A supporto della tesi difensiva gli avvocati hanno fornito ai giudici diffuse argomentazioni illustrative.
La speranza di 80 famiglie è che venga trovata comunque una soluzione per garantire loro lavoro e sostegno economico. (p.c.)
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