Estorsione all’agente di commercio L’arrestato accusato anche di truffa
CHIETI. Arresti domiciliari con il braccialetto elettronico e divieto assoluto di comunicare, anche per via telefonica o telematica, con persone diverse dai familiari conviventi. È la misura disposta...
CHIETI. Arresti domiciliari con il braccialetto elettronico e divieto assoluto di comunicare, anche per via telefonica o telematica, con persone diverse dai familiari conviventi. È la misura disposta dal giudice Luca De Ninis nei confronti di Adriano Spinelli, 54 anni, nato a Pescara e residente a Montesilvano, arrestato venerdì scorso dai carabinieri della stazione di Sambuceto con l’accusa di aver estorto 2.000 a un agente di commercio, anche lui pescarese. Nei confronti dell’indagato il sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Marika Ponziani ha contestato anche la truffa perché, «con artifici e raggiri consistiti nel proporre alla vittima l’acquisto di due macchine da caffè professionali delle quali in realtà non aveva alcuna disponibilità né come proprietario né come intermediario», ha ingannato l’agente di commercio «facendosi corrispondere la complessiva somma di 1.300 euro», senza consegnare alcun bene.
Non solo: Spinelli, inscenando il sequestro delle due macchine a carico del corriere incaricato della consegna, è riuscito a spillare alla vittima ulteriori 700 euro, a dire dell’indagato «necessari per evitargli non coinvolgimenti nella vicenda».
Per ottenere 400 euro, «somma non dovuta ad alcun titolo», il cinquantaquattrenne è accusato di aver minacciato l’agente di commercio dicendogli che, se non avesse pagato, lo avrebbe picchiato e che comunque «sarebbero stati c... suoi». Ma, all’appuntamento davanti a un noto di bar di Sambuceto, Spinelli ha trovato anche i carabinieri che – dopo la consegna del denaro – gli hanno stretto le manette ai polsi.
L’arrestato, difeso dall’avvocato Paolo D’Incecco, si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio di garanzia. «Gli elementi acquisiti», sostiene il giudice De Ninis, «dimostrano un concreto, intenso e attuale pericolo di reiterazione del reato, desumibile dalle modalità della condotta e dalla condizione personale dell’arrestato, in particolare dai numerosi precedenti specifici, che lo indicano come soggetto incline alla frode, alla manipolazione e alla violenza alla persona per fini di lucro». (g.let.)
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