Estorsione, due imprenditori nei guai
TORREVECCHIA TEATINA. Dovranno rispondere di estorsione, per aver costretto tre operai della loro impresa edile a firmare lettere di dimissioni in bianco. Attraverso le lettere, i due imprenditori...
TORREVECCHIA TEATINA. Dovranno rispondere di estorsione, per aver costretto tre operai della loro impresa edile a firmare lettere di dimissioni in bianco. Attraverso le lettere, i due imprenditori avrebbero esercitato pressioni sui sottoposti, facendoli lavorare oltre l’orario dovuto, anche di sabato e domenica, senza corrispondere loro alcun compenso straordinario. Sempre grazie alla pressione psicologica esercitata sugli operai, che avevano timore di perdere il lavoro, i due imprenditori non avrebbero pagato neanche la tredicesima mensilità. A giudizio, il prossimo 4 aprile, davanti al tribunale di Chieti, dovranno comparire A.R. e P.C., di Torrevecchia Teatina, titolari di un’impresa edile. A far scattare l’inchiesta, nel 2011, le dichiarazioni di tre dipendenti, costretti a firmare le lettere di dimissioni in bianco, contestualmente all’assunzione. Una pratica, questa, che avrebbe consentito ai due imprenditori di assicurarsi manodopera violando le norme contrattuali e i diritti dei lavoratori. Una pratica, quella delle dimissioni in bianco, messa fuori gioco nel 2007 quando il parlamento italiano ha varato la legge 188 (prima firmataria Marisa Nicchi, votata all’unanimità ).

