Estrazione gas vicino al lago «Forest Oil tolga il cantiere»

BOMBA. Pretendere da Forest Oil il ripristino dei luoghi vicino al lago e un appello alla politica affinché sia più rigida nel concedere i permessi di ricerca. All’indomani della sentenza del...
BOMBA. Pretendere da Forest Oil il ripristino dei luoghi vicino al lago e un appello alla politica affinché sia più rigida nel concedere i permessi di ricerca. All’indomani della sentenza del Consiglio di Stato che affossa definitivamente il progetto di una raffineria del gas a Bomba, il comitato “Gestione Partecipata Territorio” (nella foto alcuni rappresentanti) fa un bilancio di cinque anni di battaglia contro la multinazionale.
«Siamo stati bravi a individuare le criticità dell’impianto e a divulgarle prima ai cittadini e poi agli enti che alla fine hanno sposato le nostre tesi», dice Massimo Colonna, presidente del comitato, «anche la politica è stata brava a recepire le istanze della popolazione. Si è creata una sinergia che ci ha permesso di far recepire la serietà delle nostre ragioni al Comitato Via. Così la Regione si è costituita con noi nel ricorso al Consiglio di Stato, che ha ribadito la validità del principio di precauzione legato al fenomeno della subsidenza. Con questa sentenza non c’è più possibilità che l’iter venga ripreso».
Il comitato chiede che Comune e Regione pretendano dalla Forest lo smantellamento del campo pozzi e il ripristino dei luoghi. «L’esperienza di Bomba sia da insegnamento», continua Colonna, «l’iter fu avviato con a un permesso di ricerca rilasciato nel 2003-2004, quando il rischio petrolizzazione non era così sentito. Non bisogna dire no a tutto, ma quando le istanze sono scientificamente documentate vanno ascoltate. L’auspicio è che la stessa sinergia si crei contro Ombrina e gli altri progetti di trivellazione nel mare Adriatico». (s.so.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

