Eurobasket, il Comune non paga spese in più

Ortona, lavori al palazzetto: il tribunale accoglie il ricorso contro l’ingiunzione degli organizzatori
ORTONA. Ortona vince il ricorso sui lavori al palasport comunale in occasione di Eurobasket 2007. Il tribunale civile di Chieti ha accolto l’opposizione presentata dal Comune al decreto ingiuntivo del comitato organizzatore Chieti 2007 per le maggiori spese sostenute nei lavori al Palazzetto dello Sport di Ortona, revocando lo stesso decreto in ogni sua parte.
Il palasport ortonese di via Papa Giovanni XXIII era stato uno delle sedi, in quell'anno, degli Europei di basket femminile, organizzati a Chieti e disputati, oltre ad Ortona, anche a Lanciano e Vasto. Proprio in riferimento a questa manifestazione, al Comune di Ortona era stato notificato un decreto ingiuntivo per il pagamento di 1.202.329,20 euro. Poi il ricorso presentato da Palazzo di città e la sentenza favorevole. È stata accolta in pieno, infatti, la tesi difensiva del Comune, patrocinato dall’avvocato Angiolina Buzzelli, per la quale la clausola dell’articolo 10 dell’accordo di programma firmato dal Comune con il comitato, prevedeva che «nel caso in cui si verifichino variazioni in aumento del costo dell’intervento, la quota di finanziamento aumenterà proporzionalmente per tutti gli Enti…», doveva ritenersi nulla in quanto non vi sono né delibere di autorizzazione né attestazioni dell’esistenza della copertura finanziaria da parte del responsabile del settore finanze dell’ente.
«La sentenza ci soddisfa pienamente», ha commentato l'assessore comunale al Contenzioso, Simona Rabottini, «anche in vista dell’altro procedimento che ci vede opposti alla ditta che ha realizzato i lavori». Il riferimento della Rabottini è ad un altro decreto ingiuntivo, per la richiesta di pagamento della stessa cifra, ma inviato dal tribunale di Como per conto di una ditta esecutrice di lavori effettuati all'impianto sportivo. La versione proposta dal Comune è sempre la stessa: la propria partecipazione all’eventuale aumento dei costi rispetto a quei lavori era subordinata, come da accordi, alla preventiva concertazione e alla sua autorizzazione a procedere. Passaggi che secondo il Comune non sono stati in alcun modo formalizzati e, per tale, ritiene di aver pagato tutto quello che era di propria competenza. Rimane da capire se il tribunale gli darà ragione anche stavolta.
Alfredo Sitti
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