Eurortofrutticola, 300 stagionali a casa

La grandine ha danneggiato il 50% del raccolto. Il presidente della coop Torricella chiede lo stato di calamità alla Regione
SAN SALVO. Chiusura della stagione anticipata, esportazioni finite, lavoratori stagionali rimandati a casa e preoccupazioni per il raccolto futuro a causa dei danni riportati dalle piante. Pochi minuti di grandine hanno dimezzato la produzione della cooperativa Eurortofrutticola del Trigno.
Per la prima volta dopo decenni il maltempo ha portato via il lavoro a 300 lavoratori stagionali.
«Se non abbiamo prodotto non c'è lavoro», commenta amaramente il presidente della coop, Nicolino Torricella, senza riuscire a nascondere il proprio sgomento. Tutta colpa della violenta grandinata che domenica 20 giugno ha devastato i pescheti della cooperativa del Trigno.Ieri mattina Torricella è stato all'Aquila ed ha partecipato alla riunione della commissione Agricoltura nel corso della quale è stata esaminata anche la gravissima situazione vissuta dalla cooperativa che rischia enormi danni futuri.
«La grandine non ha distrutto solo la frutta che era pronta per essere raccolta, ma anche le piante. Il rischio è che i danni agli alberi di pesche il prossimo anno portino ad una produzione critica. In pochi minuti è stato distrutto il lavoro di anni», dice Torricella. «Il futuro della coop è nero. Per questo abbiamo richiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale», ricorda il dirigente. Fra i trecento stagionali c'erano molte donne che speravano in una boccata d'ossigeno in un periodo di crisi profonda. L'estate 2016 ha portato altra crisi. Sugli alberi da frutta sono piovuti chicchi di grandine grossi come ciliege. Diverse decine di ettari di terra sono stati danneggiati. Distrutti oltre ai pescheti anche gli alberi di albicocche. Allagati gli orti. Crivellati gli alberi di ulivo. La frutta pronta per essere raccolta, e spedita in tutta Europa ai clienti della Eurortofrutticola è stata buttata.
E ora la raccolta è proprio finita con largo anticipo rispetto al passato. La cooperativa ha spiegato ai clienti le ragioni della mancata consegna.
«Oltre il 50% di ciò che doveva essere lavorato è andato perduto», afferma il presidente della società del Trigno. Gli agricoltori, sanno che può accadere, ma non in questi termini. E' stata davvero una iattura. Il danno è stato enorme. Speriamo che la Regione riconosca la calamità».
Il presidente della Regione Luciano D'Alfonso e l'assessore alle Politiche agricole Dino Pepe sono stati informati anche dal sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca.
«Solo il riconoscimento dello stato di calamità potrà alleviare questa pena», insiste Torricella.

