Evelin, depositate le motivazioni: «San Salvo crocevia dello spaccio»

3 Settembre 2024

A marzo le condanne per 105 anni: associazione per delinquere che gestiva i traffici con armi e violenza I giudici: «Da qui venivano smistati gli stupefacenti che arrivavano in Italia dall’Olanda e dall’Albania»

VASTO. Operazione Evelin, depositate ieri le motivazioni della sentenza emessa a marzo: 105 anni di carcere distribuiti a nove imputati e undici assoluzioni. Un inquietante scenario messo a nudo dall’attività investigativa: un’organizzazione che aveva trasformato San Salvo in una sorta di quartier generale per il traffico di stupefacenti all’estero, anche col ricorso ad armi e violenza. San Salvo era il crocevia da cui la droga che arrivava da Olanda e Albania veniva smistata nel territorio e fuori regione. È questo uno dei punti salienti delle motivazioni della sentenza che ha avuto per estensori i giudici del tribunale di Vasto Bruno Giangiacomo, Stefania Izzi ed Elisa Ciabattoni. Le motivazioni sono raccolte in un dossier di 140 pagine che spiegano condanne e assoluzioni. Riconosciuta l’associazione per delinquere. Il pm Stefano Gallo della Dda dell’Aquila aveva chiesto oltre 240 anni per i venti imputati.
LA SENTENZA
Condannati Bruno Aliu, 11 anni e 6 mesi; Denis Bimi, 22 anni e 3 mesi; Costel Blanaru, 12 anni e 5 mesi; Agim Cafi, 10 anni e 1 mese; Elvis Cafi, 10 anni e 1 mese; Berardino D’Onofrio, 2 anni 8 mesi e 12 mila euro di multa; Raffaele Iacovone, 4 anni 8 mesi e 10.500 euro di multa; Sylija Besmir, 17 anni; Elvin Tafili, 14 anni e 4 mesi. Assolti Ion Badante, Maria Banica Analisi, Elfrida Bici, Eqrem Bimi, Matteo Colapietra, Franco Nardino, Barbara Colacillo, Sabrina Iacovone, Nicolas Redigolo, Clirim Tafili e Albjiond Xheka.
I PUNTI CARDINE
Il periodo che ha portato alle condanne è quello compreso fra ottobre 2016 e ottobre 2017. Tutto è iniziato con l’arresto di nove persone e il sequestro di grossi quantitativi di droga: 8 chili di cocaina e 3 di eroina. Indagando è emerso un vissuto inquietante. Il bar Evelin di San Salvo era diventato una sorta di quartier generale dove si riunivano personaggi che non disdegnavano l’uso delle armi. Non a caso furono sequestrate due pistole semiautomatiche. A giudizio dei giudici le indagini hanno evidenziato una consorteria violenta che disponeva di armi e che era riuscita a creare una rete di spaccio che da San Salvo si allungava fino a nord ed est Europa. Gli stupefacenti raggiungevano l’Abruzzo attraverso canali privilegiati di approvvigionamento con Olanda e Albania ma anche Slovenia. Ad agevolare lo spaccio, la disponibilità per alcuni componenti il sodalizio di armi.
IL CASO PACHUKA
A rimarcare il modus operandi violento, i giudici ricordano quello che avvenne all’esterno di un locale di San Salvo Marina dove un buttafuori venne gambizzato perché si era rifiutato di far entrare alcuni personaggi del sodalizio. Il processo sul ferimento al Pachuka è ancora in corso ed è in corso anche un’altra “costola” di Evelin con tre imputati. Pare che la procura che aveva chiesto condanne per un totale di 240 anni sia intenzionat« a presentare appello.
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