Ex calzificio, il Comune va avanti con i palazzi

La riqualificazione dei ruderi in centro, approvati i vincoli per gli espropri Ma la minoranza protesta: stravolti i progetti iniziali e mancano pareri tecnici
LANCIANO. Avanti tutta dall’amministrazione Pupillo sulla riqualificazione del comparto dell’ex calzificio Torrieri, area cruciale a livello urbanistico per la sua ubicazione centralissima (si trova a ridosso del nascituro Parco Valente, polmone verde della città e a due passi dai viali delle Rose). La maggioranza ha approvato mercoledì gli atti preliminari per i vincoli di esproprio dei proprietari che non dovessero aderire al consorzio che si occuperà della realizzazione di palazzine ad uso residenziale all’interno dell’area. Cinque i voti contrari da parte della minoranza e un astenuto, il consigliere della Lega, Antonio Di Naccio.
Attualmente il progetto sostenuto dall’amministrazione Pupillo dal 2011, ha trovato l’adesione del 52,76% dei proprietari. A questa quota va aggiunta quella del Comune. Ma in futuro le cose potrebbero cambiare e le adesioni dei privati potrebbero aumentare. Intanto l’amministrazione si è portata avanti. Stesso discorso anche per la sdemanializzazione di 600 metri di strada, inserita nel piano delle alienazioni del Comune. Il progetto, attualmente in fase preliminare, si basa sulla proposta della società Diamante, già conosciuta in città. Si tratta di un gruppo di palazzine in dieci sub lotti, con un ridimensionamento volumetrico, rispetto al piano volumetrico previsto dalla precedente amministrazione Paolini, del 33,3%. Gli edifici residenziali saranno al massimo di quattro piani e sono comprese anche opere di urbanizzazione. Tra queste c’è la ristrutturazione di via Del Trigno, in condizioni disastrose. Ma la minoranza ha dato battaglia. «L’amministrazione Pupillo», si è espresso in aula il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Bomba, «pur di portare a casa un risultato ha perso di vista l’obiettivo della riqualificazione. Si era parlato di verde, di spazi pubblici, di strade che collegavano via Del Mancino ai viali delle Rose. Di tutto questo non riconosco più niente, solo la proposta di un privato. È sconcertante chiamare questo intervento progetto di riqualificazione». «Votando questa delibera», rincara Tonia Paolucci, capogruppo di Libertà in azione, «si vota un assetto differente da quello che era stato prospettato, la pianificazione è scarna e mancano diversi pareri». «Abbiamo espletato tutti gli adempimenti di legge in totale trasparenza», ha risposto l’assessore all’urbanistica, Pasquale Sasso, «stiamo dando efficacia ai provvedimenti emanati già in precedenza. Si può anche non condividere il progetto, ma rispetto a qualcosa che si paventava in passato, questo è un passo in avanti. L’intervento è migliorativo e non è definitivo». A ribadire il concetto è arrivata anche la risposta del dirigente del settore urbanistica, Andrea De Simone: «Oggi abbiamo sul piatto una proposta progettuale che piace alla maggioranza, che è assistita da pareri, è conforme alla normativa urbanistica e che vive di un confronto costante con la Soprintendenza perché si ricerca il prodotto migliore per la città». «Con il nostro progetto, conclude il sindaco Mario Pupillo, «si chiude un buco nero della città, immerso nel degrado su cui diverse volte siamo dovuti intervenire con ordinanze. Nella palazzina pubblica ci saranno le sedi della Casa editrice Carabba e dell'università Bellisario, oltre che una officina culturale con studi di co-working per giovani professionisti e una sala polivalente per le associazioni. Con il Torrieri faremo la differenza, ma la parte dei privati non ci compete, non avremmo potuto espropriare tutto quello che c’era lì quando non c’è più traccia di un passato industriale, anche se glorioso. Le cose le costruiamo su quello che c’è e resta».

