Ex carabiniere ucciso in strada, ascoltate oltre quaranta persone

7 Giugno 2020

Analizzati tabulati e celle telefoniche: convocati coloro che si trovavano vicino al luogo del delitto Portata in caserma anche un’intera famiglia originaria del Sud, ma al momento non ci sono indagati

CHIETI. Sono oltre 40 le persone finora ascoltate dai carabinieri nell’inchiesta sull’omicidio dell’ex carabiniere Antonio Cianfrone, 50 anni di Mozzagrogna, ucciso mercoledì mattina mentre faceva jogging sulla pista ciclopedonale di Spinetoli, in provincia di Ascoli Piceno. Continua la caccia ai due killer, con i volti coperti dai caschi integrali, fuggiti in moto dopo aver ammazzato con tre colpi di pistola l’ex vice comandante della stazione di Monsampolo del Tronto, sospeso dal servizio nel 2015 a seguito di un’indagine per concussione.
Sono in corso verifiche che gli investigatori definiscono «ad ampio raggio» per dare anzitutto un movente a un agguato che evoca scenari da criminalità organizzata. Dall’analisi di tabulati e celle telefoniche i militari dell’Arma hanno accertato la presenza di decine di persone nelle vicinanze della pista ciclopedonale in un orario compatibile con il delitto. Significa che gli investigatori cercano di individuare potenziali testimoni che possano aver assistito non solo alle fasi drammatiche dell’omicidio, ma anche aver notato presenze sospette nei giorni precedenti o dopo l’accaduto, quando due persone in tenuta scura si sono allontanate in moto. Fino alla tarda serata di ieri, sono state ascoltate o portate in caserma più di 40 persone. I carabinieri cercano di sentire chi risiede lungo quella che potrebbe essere stata la via di fuga: finora nessuno ha risposto spontaneamente all’appello del procuratore capo Umberto Monti di presentarsi a testimoniare. Una moto è stata sequestrata a un giovane residente a Spinetoli: è stato sentito venerdì sera, senza la presenza di un avvocato, così come il padre e la madre, originari del sud Italia, da molti anni residenti nel Comune. Le ricerche della moto usata per la fuga proseguono visionando le immagini delle telecamere di caselli autostradali e autogrill nel Piceno e in Abruzzo. È stata trasmessa richiesta alle forze di polizia della costa adriatica, fino alla Puglia, di segnalare eventuali moto bruciate. L’ipotesi è che i killer, prima di colpire, abbiano fatto un sopralluogo per preparare l’agguato in ogni minimo dettaglio: di certo, conoscevano le abitudini di Cianfrone, che – quasi tutti i giorni – al mattino faceva jogging.
Nel frattempo, prosegue il lavoro degli artificieri a caccia col metal detector dei bossoli dei proiettili che hanno ucciso l’ex maresciallo, in un’area molto ampia. Una ricerca ancora vana, tanto da far ipotizzare che possa essere stata usata una pistola a tamburo. Su questo potrà dare risposta l’autopsia che verrà fissata all’inizio della prossima settimana.