Ex Carichieti, il fascicolo va in Procura

21 Luglio 2016

Passaggio obbligato dopo la dichiarazione del crac della banca. L’ex dg Di Tizio: «Ma la sentenza chiarisce la questione»

CHIETI. Le 62 pagine che motivano e argomentano la dichiarazione dello stato di insolvenza della ex Carichieti, scritte dal giudice Nicola Valletta, membro del collegio giudicante presieduto da Geremia Spiniello, sono ora al vaglio della Procura di Chieti e del Ministero di Economia e finanza. Due passaggi obbligati, essendo il Mef l’ente che ha aperto la procedura che ha portato alla dichiarazione d’insolvenza della banca, mentre alla Procura toccherà gestire eventuali passaggi successivi su possibili responsabilità penali. Un’eventuale inchiesta nei confronti degli ex amministratori della banca di via Colonnetta non è però un passaggio scontato, alla luce di quanto si legge nella corposa dichiarazione del tribunale, soprattutto in quel passaggio in cui i giudici fallimentari scrivono che «in atti non vi sono elementi che consentano di affermare l’esistenza di uno stato di insolvenza al momento dell’avvio della risoluzione». A prescindere da che cosa deciderà di fare la Procura, adesso si apre una fase che è simile a una procedura fallimentare. Tra uno o due mesi dovrebbe arrivare la relazione del commissario liquidatore, Massimo Bigerna. In base a questo documento si passerà alla presentazione dello stato passivo e si cercherà di reperire si vi sia qualcosa di attivo. Se così fosse, si dovrebbe procedere alla liquidazione dell’attivo. E con quest’atto si metterà fine alla procedura e anche al caso Carichieti.

L’attesa ordinanza del tribunale ha fatto subito rumore in città e fuori. Ma tutti i protagonisti della vicenda non hanno voluto rilasciare dichiarazioni. Ha fatto eccezione solo l’ex direttore Francesco Di Tizio, che ha racchiuso il suo pensiero in un’unica stringata frase: «È una sentenza che chiarisce molto bene i termini della questione». Dalle notizie apprese, sono sempre più in tanti a pensare che il fallimento della Carichieti poteva essere evitato. E molti continuano a ricordare come il commissariamento voluto da Bankitalia era stato motivato da problemi di gestione e management e non di natura patrimoniale. A chiedere chiarezza sulle responsabilità del crac è il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, per cui la sentenza lascia «interdetti e preoccupati» e che annuncia un’interrogazione parlamentare. Dice Di Stefano: «Questi passaggi, che individuano responsabilità ben specificate circa la situazione d’insolvenza dell’istituto, necessitano di chiarimenti da parte della Banca d’Italia e del Ministero e, a tale scopo, presenterò un’interrogazione per fare chiarezza, certo che questa sentenza getta delle responsabilità sui commissari che devono assolutamente essere chiarite per i danni che hanno arrecato al tessuto economico del territorio». (a.i.)

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