«Ex Carichieti, non va punita solo la banca»

21 Dicembre 2017

Pensionata investì 500mila euro, l’avvocato: va individuato anche l’incaricato che l’ha convinta

VASTO . Obbligazioni subordinate Carichieti. L’avvocato Giovanni Cerella, a nome di una pensionata di San Salvo convinta a investire 500mila euro su obbligazioni divenute carta straccia, chiede che oltre alla responsabilità dell’istituto di credito venga individuato e punito chi, fisicamente, è venuto ripetutamente nel Vastese per tratte in errore la sua assistita, che da tre anni chiede giustizia. Quando nel 2014 scoppiò il caso, la Procura vastese chiese subito l’intervento della guardia di finanza. La vicenda poi passò alla Procura teatina, che ha raggruppato tutti gli esposti. Ad oggi qualcuno dei truffati è stato in parte risarcito. Altri, come la pensionata di San Salvo, aspettano ancora giustizia. L’anziana è disperata. Come lei altri 728 clienti dell’ex Carichieti che hanno scoperto di essere rimasti senza risparmi per colpa delle obbligazioni subordinate, capitale di rischio azzerato con la fine della vecchia banca. «Il punto è proprio questo. Non solo nessuno ha palesato il rischio. La mia cliente è stata avvicinata più volte da un incaricato che l’ha convinta ad investire tutti i suoi risparmi sulle obbligazioni», rimarca Cerella, «è evidente l’induzione all’errore». Tutte le inchieste sono state riunite a Chieti, perché nel capoluogo teatino c’era la sede legale dell’istituto di credito. «La truffa alla mia cliente è avvenuta a Vasto ed è qui che deve avere giustizia», insiste però l’avvocato Cerella, «chi è stato così abile a convincere la mia assistita non può uscire a testa alta da questa storia come se non avesse fatto nulla. A Vasto avevo spiegato la delicata vicenda al procuratore capo Giampiero Di Florio. Ora torno a chiedere giustizia ai magistrati teatini».
Oltre alla vedova di San Salvo, nel Vastese ci sono un insegnante in pensione e un imprenditore che hanno visto andare in fumo sia gli interessi che il capitale. La guardia di finanza, attraverso i documenti, ha verificato chi, sfruttando la fiducia dei clienti, ha fatto perdere loro tutto quello che avevano. «Le vittime hanno subìto un gravissimo trauma psicologico. È terribile fare sacrifici per una vita e poi ritrovarsi con 1.500 euro. Combatterò affinché chi ha truffato la mia cliente paghi», afferma ancora l’avvocato Cerella, che qualche mese fa ha richiesto anche la consulenza del professore Vecchione di Campobasso per dimostrare il danno psicologico patito dalla pensionata. (p.c.)
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