Ex Ciaf, la Regione boccia l’autorizzazione
ATESSA. Dopo lo stop alla Di Nizio, ora si va verso la revoca dell’autorizzazione alla Ciaf: il Servizio gestione rifiuti della Regione ha notificato la richiesta al curatore fallimentare della Ciaf...
ATESSA. Dopo lo stop alla Di Nizio, ora si va verso la revoca dell’autorizzazione alla Ciaf: il Servizio gestione rifiuti della Regione ha notificato la richiesta al curatore fallimentare della Ciaf e, per conoscenza, all’Arta e al Comune di Atessa. Dopo la rinuncia della EcoEridania all’operazione ex Ciaf, avvenuta lo scorso luglio, rimaneva in sospeso una spada di Damocle: l’autorizzazione concessa alla Ciaf nel 2011. A luglio, il Comitato dei sindaci per il territorio, coordinato dal primo cittadino di Atessa, Giulio Borrelli, così si espresse: «Chiediamo che, in sede di riesame Aia, ci sia una piena e completa rivalutazione dell’autorizzazione concessa alla Ciaf nel 2011 per certificarne la totale incompatibilità con la realtà di oggi». Ci sono adesso tutte le premesse perché la vicenda Ciaf venga chiusa.
«La Ciaf Ambiente», scrive il dirigente del Servizio gestione rifiuti della Regione, Franco Gerardini, «non ha ottemperato alla presentazione di adeguate garanzie finanziarie» e quindi «il 3 ottobre il tribunale di Lanciano ha dichiarato il fallimento della Ciaf». Ciò premesso «si registra», scrive Gerardini, «la carenza di uno dei requisiti necessari per l’esercizio di attività di gestione rifiuti» e conclude: «il Servizio gestione rifiuti ritiene che si debba procedere alla revoca di tutti i procedimenti autorizzativi in capo alla Ciaf ambiente». A maggio scorso ci fu una grande manifestazione in Val di Sangro per dire no alla Di Nizio e alla ex Ciaf. A luglio così si espresse Diego Zarneri, responsabile comunicazione della EcoEridania di Arenzano: «Non abbiamo più intenzione di rilevare lo stabilimento ex Ciaf. Quando abbiamo compreso che in realtà si tratta di un nervo scoperto e la contrarietà della politica, dei cittadini e del territorio alla riapertura di Ciaf, ci siamo immediatamente fermati». (m.d.n.)
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