Ex fornace, crisi e incuria hanno abbassato il prezzo

Castel Frentano, polemiche per l’area di Crocetta venduta a soli 73.500 euro Il curatore: le cause sono le pessime condizioni e il mercato immobiliare fermo
CASTEL FRENTANO. Il giorno dopo le rassicurazioni del sindaco Gabriele D’Angelo sul futuro della ex fornace di Crocetta -«Non sarà trasformata né in una discarica né in una centrale a biomasse né in un inceneritore. Mi auguro che abbia un risvolto sociale. I nuovi proprietari sono persone serie nonché imprenditori locali; personalmente mi sento tranquillo», ha detto D’Angelo- desta curiosità, tra la popolazione, la cifra con la quale i quattro imprenditori si sono aggiudicati gli immobili, l’ex cava e 13 ettari di terreno limitrofo. Dopo il fallimento del 1996, il curatore fallimentare dell’epoca stimò il valore del complesso sui 4 miliardi delle vecchie lire. Nel 2016 la curatela fallimentare è passata a Maurizio Pocetti e, grazie a una nuova stima tecnica fatta da Alfonso Tupone, il nuovo valore è stato fissato a circa 300mila euro. La fornace, compresa l’ex cava e alcuni terreni limitrofi, è stata però aggiudicata a 73.500 euro. Nella “Relazione di stima del complesso industriale ed altri immobili in Castel Frentano, stilata il 13 giugno 2017, si legge: «Quanto stabilito dal geometra Masciangelo, oggi è decisamente lontano da ogni realtà, atteso che, come si dirà ampiamente nelle pagine che seguono, la zona di interesse è caratterizzata, ancor più che a livello nazionale, da una fortissima crisi immobiliare. Inoltre le condizioni dei numerosi manufatti, come si vedrà, sono pessime per via del loro totale abbandono protratto da oltre venti anni. Quindi la valutazione che verrà effettuata sarà oltremodo prudenziale, decisamente inferiore rispetto alla valutazione Masciangelo». Il tempo, quindi, la crisi immobiliare e il deterioramento dei manufatti hanno fatto crollare i prezzi. L’offerta dei quattro acquirenti (Walter Naccarella, imprenditore, Domenico Simeone, geometra, Italo Primavera, imprenditore, Antonio Di Prinzio, imprenditore della Geldi, tutti originari di Guardiagrele) è stata sottoposta al vaglio del comitato dei creditori, autorizzata dal giudice e pubblicata sul sito del Tribunale, su quello del Comune, su organi di stampa. Chi avesse voluto poteva far pervenire un’offerta migliorativa cosa che non è stata fatta e da qui l’aggiudicazione a quella cifra. In base al vigente strumento urbanistico del Comune di Castel Frentano l’area sulla quale insiste il complesso industriale ricade: per 12.410 metri quadrati in zona agricola E/1, per 31.820 mq in zona programmi integrativi di intervento, per 2.310 mq in zona residenziale estensiva B4. Invece, l’area della ex cava, ricade per 60.499 mq in zona Agricola E/1 e per 36.000 mq in zona Attrezzature di Interesse Generale.
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