Ex Golden Lady Nuovo interesse per lo stabilimento

GISSI. Non è sfuggito neppure al sindaco Agostino Chieffo l’arrivo in Val Sinello di alcune auto di grossa cilindrata. Le persone scese da quelle vetture sembravano verificare le condizioni dello...
GISSI. Non è sfuggito neppure al sindaco Agostino Chieffo l’arrivo in Val Sinello di alcune auto di grossa cilindrata. Le persone scese da quelle vetture sembravano verificare le condizioni dello stabilimento che un tempo ospitava la Golden Lady. Le visite sono state diverse. Tanto è bastato per riaccendere nei lavoratori qualche speranza. «Speranze che però io non voglio alimentare», precisa il primo cittadino.
Quelle persone potrebbe avere avuto contatti con lo stesso proprietario di Golden Lady alla ricerca di qualche acquirente. Ma è solo una ipotesi. «Al Comune non è stato comunicato nulla», ripete il sindaco Chieffo. Per gli ex lavoratori sarà, quindi, un altro Natale triste. Ancora più triste per via del silenzio delle istituzioni. Un anno fa, durante una conferenza stampa tenuta a Vasto, sono stati i sindacati a sollecitare il governatore Luciano D’Alfonso e il vice presidente della giunta regionale Giovanni Lolli, che gestisce la delega alle attività produttive, a prendere una decisione, chiedendo loro di mantenere le promesse fatte. Ma dal giugno 2015 la Regione non ha fatto sapere più niente.
L’ultima notizia parlava dell’interessamento della Emarc, una società metalmeccanica con sede legale a Torino. Ormai l’attesa si protrae da un anno e mezzo. La Emarc, azienda del settore automotive, aveva manifestato l’intenzione di avviare una produzione in contrada Terzi, ma è rimasta solo una intenzione. Rispetto alle dichiarazioni d’intenti, nulla è stato fatto. Il silenzio dei segretari provinciali dei sindacati non è affatto positivo.
«Avevamo riposto molte aspettative rispetto alle dichiarazioni ufficiali della Regione. Ma non possiamo che constatare amaramente il disinteresse totale delle istituzioni», hanno dichiarato alcuni ex lavoratori dello stabilimento. Ora quelle auto che si fermano davanti allo loro ex fabbrica riaccendono la fiammella della speranza. «Vorremmo ricevere notizie. Sapere se davvero qualcuno è interessato alla riconversione o vuole solo comprare il capannone. Chiediamo al sindaco di farci avere notizie», hanno scritto anche su Facebook alcuni dipendenti. Ma dopo tante speranze andate deluse, Chieffo attende fatti più concreti e, soprattutto, comunicazioni ufficiali. (p.c.)
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