Ex Ipab, i Comuni non pagano: personale senza stipendi

CHIETI. Impossibilità di pagare gli stipendi e grandi problemi a saldare i fornitori. Gli istituti riuniti di assistenza San Giovanni Battista sono di nuovo al collasso. Tanti i fronti da tamponare:...
CHIETI. Impossibilità di pagare gli stipendi e grandi problemi a saldare i fornitori. Gli istituti riuniti di assistenza San Giovanni Battista sono di nuovo al collasso. Tanti i fronti da tamponare: i Comuni non pagano il dovuto per le rette dei pazienti, il gestore dell’energia elettrica ha pignorato i conti correnti per riavere una somma di 400mila euro, e poi ci sono i lavori di messa in sicurezza della struttura con i vigili del fuoco che hanno dettato tempi difficili da rispettare.
Ieri si è svolta un’assemblea del personale al termine della quale Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Fials e Fsi-Usae hanno dichiarato lo stato di agitazione. Già da una settimana l’istituto presieduto da Sandra De Thomasis ha messo a conoscenza i sindacati della «grave situazione economica, facendo paventare», dicono i sindacati al prefetto Giacomo Barbato, «una reale paralisi di tutte le attività, ivi compresa l’assistenza agli utenti, la fornitura dei beni di prima necessità e la conseguente impossibilità di pagare i dipendenti». Il tutto è stato confermato ai rappresentati sindacali anche nell’incontro di lunedì scorso, cui ha preso parte anche il sindaco Umberto Di Primio. I sindacati hanno più volte sollecitato il Cda «a intervenire con atti concreti e mettere in atto tutte le azioni necessarie per trovare soluzioni alla drammatica situazione, come la discussione sulla pianta organica e la predisposizione del piano industriale». Ma, evidenziano i rappresentanti sindacali, «nessuna risposta concreta è pervenuta». Di qui la dichiarazione dello stato di agitazione del personale. Sono 60 i dipendenti dell’ex Ipab, che assiste un centinaio di persone, tra anziani e portatori di handicap.
«Come ogni anno in questo periodo, siamo ripiombati in crisi di liquidità», dice De Thomasis, presidente del Cda della Asp (Agenzia di servizi alla persona) di cui fa parte il San Giovanni Battista. «Il motivo è dovuto al fatto che i Comuni insistono nel prendere tempo prima di pagare il dovuto. Al momento non è stata pagata neanche una fattura del 2018. In relazione allo scorso anno, aspettiamo oltre mezzo milione di euro dai Comuni. Abbiamo anche interessato la Regione che a sua volta si sta muovendo nei confronti dei Comuni per sbloccare i pagamenti. È inutile aggiungere che c’è grande preoccupazione per le sorti di questo istituto, ma al momento non posso promettere nulla sulla data del pagamento del prossimo stipendio», conclude la presidente. (a.i.)
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