Ex prof morta nello schianto, indagati i conducenti delle auto

I due sono accusati di omicidio stradale come atto dovuto. Ancora da chiarire le cause dell’incidente Polemiche per la rotatoria piccola, male illuminata e poco visibile: inutili le segnalazioni dei residenti
LANCIANO. Non si dà pace il marito di Maria Concetta D'Ovidio, la professoressa in pensione morta nel tragico schianto di domenica a Lanciano. Antonio Di Bucchianico, 79 anni, era alla guida dalla Fiat Panda che, per cause tutte da chiarire, si è schiantata contro una Dacia Duster alla rotatoria di Villa Andreoli. Un percorso fatto centinaia di volte dalla coppia, che abita non molto lontano, all’Iconicella. Il marito è stato dimesso la notte stessa dal pronto soccorso: 30 i giorni di prognosi per lui, che ha riportato un trauma cranico non commotivo, contusioni polmonari e la frattura di tre costole. Dimesso anche il conducente della Duster, A.D’A., 27 anni di Casalbordino, con 20 giorni di prognosi per la frattura delle ossa nasali. Non ce l’ha fatta, invece, Maria Concetta D’Ovidio, Concettina per chi la conosceva e stimava, donna minuta ma dal temperamento e dal cuore grandi. Troppo violento l’impatto tra i due veicoli: la 79enne è stata sbalzata contro il parabrezza dell’utilitaria, mandandolo in frantumi. Il trauma cranico riportato era troppo grave. Secondo i primi testimoni respirava ancora, ma all’arrivo dei soccorsi l’ex insegnante non era più cosciente.
Ancora tutto da chiarire quello che è successo pochi minuti prima delle 19 di domenica. Moglie e marito tornavano da un pranzo della parrocchia, tenuto nel ristorante “La Stella” in contrada Sant’Onofrio, quando all’altezza della rotatoria, che smista il traffico verso la Val di Sangro, la Panda sulla quale viaggiavano ha invaso la corsia opposta scontrandosi frontalmente con la Dacia che arrivava da Lanciano. Non è chiaro, invece, se la Fiat Panda provenisse da Villa Elce o da Serre, percorsi entrambi possibili. Le testimonianze raccolte finora dalla polizia municipale di Lanciano, che sta ricostruendo la dinamica, sono contrastanti. Non è escluso che il conducente della Panda abbia imboccato contromano la rotatoria. Saranno gli ulteriori accertamenti a chiarire i dubbi.
La Procura di Lanciano ha aperto intanto un’inchiesta per omicidio stradale. Nel registro degli indagati sono iscritti entrambi i conducenti, risultati negativi agli esami tossicologici eseguiti in ospedale. Il pm Francesco Carusi ha disposto l’ispezione cadaverica sulla salma che, in caso di tampone negativo, sarà eseguita questa mattina a Chieti dal medico legale Pietro Falco. Gli accertamenti medico-legali serviranno per stabilire se occorre procedere anche con l’autopsia. Solo dopo saranno fissati i funerali della professoressa.
Sotto accusa torna la rotatoria di Villa Andreoli, la cui pericolosità viene segnalata da anni da residenti e automobilisti: troppo piccola per la mole di veicoli che transitano da e verso la Val di Sangro, buia, con problemi di visibilità, segnaletica e spartitraffico che non sempre sono di aiuto agli utenti della strada.
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