Ex scuole, via alla vendita: bocciata l’idea del recupero

21 Gennaio 2022

Cinque vecchi istituti nell’elenco degli immobili da cedere approvato in consiglio Di Nardo: «Si valuti la riqualificazione», Canosa: «Non è una strada percorribile» 

ORTONA . Sono cinque gli ex edifici scolastici che il Comune di Ortona mette in vendita con il piano delle alienazioni approvato in consiglio. Sono quelli di contrada Colombo, quattro vani con valore di mercato di 128mila euro, e di contrada Ruscitti - con terreno annesso - per 200mila euro. E poi ancora l’immobile di contrada Savini, il cui valore è di 180mila euro, quello di contrada Aquilano, 160mila, e quello di San Nicola - con tanto di terreno annesso - da 210mila euro. II piano prevede anche la vendita di altri terreni ed immobili, tra cui l’ex pretura di piazza Risorgimento, dal valore di mercato di 425mila euro.
Ma nella seduta di consiglio comunale, è proprio sulla vendita delle ex scuole che si è dibattuto tra maggioranza e opposizione. In particolare il consigliere comunale di minoranza Angelo Di Nardo (Fratelli d’Italia), ha chiesto un approfondimento su alcuni bandi rispetto al Pnrr, «dove sono espressamente previsti fondi per i Comuni che riescono a recuperare i borghi». L’esponente del centrodestra, quindi, ha chiesto se sia stata fatta «una valutazione di questo piano di alienazioni, che puntualmente si ripete ogni anno. Se non è stato fatto, sarebbe opportuno rivederlo proprio perché potrebbe andare ad inficiare la possibilità dell’ente di accedere a questi bandi, che sono già in itinere e che prevedono oltre all’efficientamento energetico e ad altre misure, il recupero dei borghi. Quindi anche rivalutare la rendita di questi edifici, o riqualificarli o ricollocarli in altro ambito rispetto al Pnrr, potrebbe essere più vantaggioso in confronto ad una rendita che vedrebbe un immediato ristoro economico, ma in termini poi di prospettiva futura, di sviluppo, ci penalizzerebbe».
Sempre in consiglio è arrivata la risposta dell’assessore ai lavori pubblici, Cristiana Canosa, che riferendosi al Pnrr ha sottolineato come i tempi saranno molto stretti. Le scuole sono chiamate «impropriamente edifici scolastici, perché non lo sono più da anni. Dunque non sono più mappati come edifici scolastici e non possono essere assolutamente oggetto di finanziamento», ha continuato l’assessore. «Tra le altre cose, il Pnrr dimostrerà una grande difficoltà da parte dei Comuni a dover approntare bandi che premiano l’accorpamento addirittura tra Comuni stessi». E conclude: «Tra le linee guida il Pnrr prevede meno cemento, meno ristrutturazioni, più abbattimenti, più accorpamenti e, naturalmente, più realizzazioni fatte con i nuovi criteri ecosostenibili».
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