Ex stazioni contese tra Comuni e Provincia

Fossacesia. L’ente presieduto da Pupillo pronto ad avviare gli espropri, i sindaci: «Noi non consultati»
FOSSACESIA . Via Verde, ex stazioni contese tra Comuni e Provincia. Mentre i sindaci della Costa dei trabocchi ribadiscono l’intenzione di acquistarle con il contributo della Regione, l’amministrazione provinciale si accinge ad acquisire i vecchi scali mediante procedura espropriativa. All’ordine del giorno dell’ultimo consiglio provinciale, giovedì scorso, era stata inserita la proposta di deliberazione sullo studio di fattibilità tecnica ed economica per la rigenerazione del patrimonio edilizio delle ex stazioni di San Vito Chietino, Fossacesia, Torino di Sangro e Vasto. Iniziativa non condivisa con le amministrazioni comunali, che sono insorte e hanno scritto alla Provincia.
«In qualità di sindaco esprimo il mio rammarico», annota il primo cittadino di Torino di Sangro, Nino Di Fonso, «nell’aver constatato che durante l’iter amministrativo che ha portato all’attuale decisione sono stati completamente ignorati i Comuni territorialmente interessati dalle stazioni ex Ferrovia. Ci troviamo dinanzi a un progetto di rigenerazione degli stabili redatto senza aver preliminarmente consultato le realtà politico-istituzionali presenti sul territorio».
«Si tratta di un’iniziativa», aggiunge il sindaco di San Vito, Emiliano Bozzelli, «del tutto slegata dal percorso, pur difficile, avviato nel secondo semestre del 2020, e portato avanti con i tavoli di lavoro e concertazione cui abbiamo partecipato insieme con la Regione Abruzzo, gli altri Comuni costieri interessati, le Ferrovie dello Stato. E del tutto indifferente alle richieste, reiterate nel tempo, con cui i Comuni hanno manifestato la volontà di essere protagonisti del processo di rigenerazione e riqualificazione del compendio immobiliare di Fsi». Iniziativa condotta «in barba alle norme che prevedono procedure di concertazione con gli enti», rincara il sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, «nei cui territori ricadono gli effetti di azioni di tal genere, nonché al rispetto del principio costituzionale della democrazia».
«Invitiamo pertanto la Provincia», concludono i sindaci, «a rivedere la posizione assunta e addivenire preliminarmente a un confronto costruttivo e concreto con Regione e Comuni interessati, affinché l’impiego delle risorse pubbliche sia destinato alla realizzazione di progetti rispondenti soprattutto alla valorizzazione dei territori interessati, nonché alle azioni di pianificazione che sono di competenza dei Comuni». L’esame della delibera è stato rinviato, ma la Provincia non arretra. «Con una variazione di bilancio abbiamo destinato 2 milioni per l’acquisizione delle ex stazioni», dice il presidente Mario Pupillo per poi precisare: «Siamo pronti a metterci da parte se la Regione deciderà di finanziare i Comuni. Sull’argomento dobbiamo andare tutti d’accordo». (s.so.)
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