Ex stazioni in gestione ai privati Pupillo: «Così le riqualifichiamo» 

Il presidente della Provincia: ma la proprietà resta al pubblico e con i ricavi facciamo la manutenzione Per le gallerie c’è la certificazione sulla loro sicurezza. La fine dei lavori sul tracciato prevista a giugno

LANCIANO . Le ex stazioni da riqualificare in gestione ai privati, mantenendo però la proprietà pubblica delle strutture. È l’idea della Provincia per risolvere il nodo degli immobili lungo l’ex tracciato ferroviario della Costa dei trabocchi e garantirsi un introito per provvedere alla costosa manutenzione della Via Verde. Il presidente Mario Pupillo ha già illustrato l’ipotesi ai sindaci dei sette Comuni interessati dal passaggio dei 42 chilometri di pista ciclopedonale affacciati sul mare.
REGOLAMENTO AREE. Nell’incontro, tenuto on line nel rispetto delle norme anti-Covid, si è parlato anche del regolamento per l’utilizzo delle aree sul sedime di proprietà della Provincia, che sono state classificate in categorie. Ci sono le aree disponibili per i servizi, che potranno ospitare ad esempio attività di affitto bici, bar o vendita di accessori per il mare; le aree prospicienti attività commerciali o ristorative, per le quali c’è la disponibilità dell’ente a cederle agli stessi proprietari. «Un ristorante, ad esempio, potrebbe utilizzare questi spazi per collocare dei tavoli all’aperto», spiega Pupillo, «tutto questo sarà regolato da un bando con la valutazione di un canone locativo. Ci sono poi le aree prospicienti i trabocchi, dal lato mare della pista, a servizio di queste strutture, e infine le aree per i parcheggi. Questi saranno solo dal lato monte, non sarà consentito ai veicoli l’attraversamento della pista ciclabile». L’incontro è stato riconvocato per il 15 dicembre: i sindaci dovranno dare una valutazione definitiva sul regolamento delle aree da dare in concessione al pubblico o al privato. Concessioni che potrebbero essere annuali, piuttosto che stagionali, in virtù della destagionalizzazione del turismo che ruota attorno alla Via Verde.
EX STAZIONI. La Provincia parte dal diritto di prelazione sulle vecchie stazioni e sul compendio immobiliare (magazzini, depositi) che ne fa parte. «L’idea è di esercitare il vincolo di esproprio», spiega il presidente Pupillo, «connaturato con un progetto di risistemazione delle stazioni dismesse. Poi, insieme a Comuni e Regione, si andrà a gestire questo patrimonio con progetti di finanza o concessioni di beni e servizi ai privati. La proprietà così rimane pubblica: non vogliamo che attorno alla nostra Via Verde sorga tutto un insieme di attività gestite unicamente dal privato. In questo modo si potrà esercitare un controllo su queste iniziative. L’operazione pubblico-privato risponde anche a un’altra esigenza: avere una fonte di ricavo per sostenere le spese di manutenzione, che si aggirano sui 500-600mila euro l’anno». Le stazioni dismesse e in abbandono ormai da 15 anni potrebbero diventare “bike hotel”, ristoranti, bar. «Si potrebbe realizzare una Via del Gusto», ipotizza Pupillo, «prevedendo in ogni stazione una tappa alla scoperta del patrimonio agroalimentare abruzzese. Martedì illustrerò alla Regione la volontà della Provincia».
GALLERIE. Una buona notizia, intanto, arriva dal fronte gallerie. I nove tunnel disseminati lungo il tracciato della Via Verde hanno ottenuto la certificazione di idoneità statica. «In questi anni di lavori si sono verificati distacchi di cemento e mattoni dalle pareti, che avevano alzato il livello di guardia», spiega Pupillo, «per questo abbiamo commissionato carotaggi e indagini endoscopiche. Proprio in questi giorni il professor Nicola Sciarra, ordinario di Geologia all’università D’Annunzio, ha consegnato le valutazioni sulle nove gallerie, che ne certificano la sicurezza statica. A breve, quindi, faremo partire l’ordine di servizio all’impresa per iniziare i lavori all'interno delle gallerie». Procede, intanto, la resinatura della lingua d’asfalto a picco sul mare, con il tratto tra Torino di Sangro e Fossacesia, privo di gallerie, che fra un mese sarà praticamente pronto. «Per giugno prossimo dovremo farcela», è l’auspicio del presidente della Provincia, «è stata un’opera complicatissima, ogni metro ha riservato sorprese e difficoltà che hanno riscritto il cronoprogramma dei lavori. Non sono stati ritardi voluti, le polemiche ci stanno ma quando non sono strumentali».