Expo Val di Sangro chiude con trentamila visitatori

Ad Atessa 200 imprese presenti ai quattro giorni di manifestazioni e dibattiti Il sindaco Borrelli: «Una grande occasione di confronto tra aziende e territorio»
ATESSA. Una manifestazione di orgoglio di chi produce e vive in Val di Sangro: questa è stata la prima edizione di Val di Sangro Expo che si è svolta dal 26 al 29 settembre. Trentamila sono stati i visitatori, 200 le imprese presenti di 10 settori diversi, 15mila metri quadri di esposizioni, una ventina i dibattiti. L’expo è stata un'iniziativa che non ha avuto precedenti perché ha raccolto la partecipazione delle maggiori aziende dell’automotive, industrie medie e piccole, agricoltori, commercianti, operatori del terzo settore. «È stata un’occasione giusta e opportuna di incontro e confronto tra le aziende, tra le aziende e il territorio, tra le diverse realtà che operano nella valle più produttiva d’Abruzzo», ha detto il sindaco Giulio Borrelli nel saluto conclusivo.
Nei quattro giorni hanno partecipato ai convegni esponenti nazionali e regionali di partiti che governano e sono in minoranza. Si è trattato anche il tema del reale ridimensionamento dello stabilimento Stellantis, in connessione anche con quello che accade nell’analogo stabilimento polacco. Il calo di produzione desta preoccupazione, anche per le ripercussioni sull’indotto. Un altro argomento è stato il problema delle infrastrutture, certo non in linea con le produzioni del territorio. Sull'argomento Borrelli ha detto: «Ci sono stati stanziamenti, spesso tardivi e comunque insufficienti. Diverse opere, a cominciare dalla Fondovalle, devono essere completate. E c’è il pressoché totale abbandono dell’area industriale gestita da Arap (Azienda regionale attività produttive) dove non esiste neppure un parcheggio attrezzato con servizi igienici per le centinaia di camion che vengono da tutta Europa con gli autisti fanno pipì dove capita. Aggiungo una notizia», ha aggiunto il sindaco, «la ex Sevel Stellantis sta progettando un impianto di biometano, in un lotto di 16 mila metri quadrati, che fornirà il 20% dell’energia che serve allo stabilimento. I soldi per l’acquisto di questo lotto andranno all'Arap, che riscuote anche le quote condominiali delle varie industrie. L’area produttiva più importante di Abruzzo e del Centro- Italia può stare ancora nelle condizioni in cui sta». Un dato è emerso da quest’expo: la Val di Sangro e l’Abruzzo hanno la possibilità di fronteggiare le nuove sfide se si uniscono le forze politiche, industriali, operaie, agricole, commerciali, intellettuali, sociali.
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